Il triangolo nero / Nessun popolo è illegale
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
[La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani.
Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. È nato così "Il triangolo nero", appello elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questo gruppo si sono presto aggiunti altri nomi importanti della cultura che hanno deciso di aderire all'appello. Tra questi Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri si vanno aggiungendo di minuto in minuto, per ribadire che delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Qui la petizione on line: vi può aderire chiunque concordi con l'appello. Di seguito, il testo.]
Pubblicato Giovedì 15 Novembre 2007
Dies irae su Brik/Libri: "Un Gilgamesh nazionale"
di GIUSEPPE PETRALIA
[da Brik-Libri]
Giuseppe Genna - imprevedibile ed eclettico autore che divide la sua esistenza tra studi e pratiche di intelligence, esperienze al limite del soprannaturale, pubblicazioni di stranissimi thriller che hanno conquistato molti Paesi, come gli Stati Uniti - ci conduce in un maelstrom impressionante, che dal 1981 arriva a oggi, allestendo una saga corale, una specie di epica contemporanea in cui nessun personaggio è un eroe omerico, ma ha qualcosa da dire e molto da soffrire.
Pubblicato Mercoledì 20 Settembre 2006
Miserabili novità su www.24sette.it
Tra i moltissimi inserimenti nel portale in progress www.24sette.it, segnalo alcuni interventi che possono interessare (ma non mancate di dare un occhio all'archivio, anche delle poesie: stanno incominciando a diventare densi densi):
Santi: incipit de L'ETERNA NOTTE DEI BOSCONERO Il folgorante incipit del romanzo neogotico di Flavio Santi: si svela il personaggio che parla e racconta, un incredibile e terrorizzato Goethe, che sta vergando le ultime pagine prima di morire. E' l'inizio di un'epopea del Male irresistibile, il ritorno dei Vampiri e di Mefistofele...
Pubblicato Martedì 19 Settembre 2006
63ma Mostra del Cinema di Venezia: il Genna giurato in andropausa / 2
[Qui la prima puntata del falso gonzo-reportage pubblicato su Vanity Fair]
La mia personale ricerca del Graal (che sarebbe una coppa e a Venezia c’è solo una coppa, che si chiama Coppa Volpi) ha un nome che non è Volpi, ma Johansson: Scarlett, per gli amici come me, addirittura Scarl se sei più di un amico: lo stato superumano che mi propongo di toccare. Sono qui come giurato e giuro che è Divina. Però da giorni Scarlett è sparita nel nulla. E infatti la mia cerca del Graal si conclude con l’esito più tragico (per me). Ecco come è andata.
Pubblicato Martedì 19 Settembre 2006
Gaja Cenciarelli: EXTRA OMNES
Sono stati scritti pochi libri, troppo pochi, sul caso infinito del rapimento di Emanuela Orlandi. Dal giugno 1983 a oggi, in un vorticare confuso, abnorme, di rivelazioni finte e parziali verità, di passaggi di mano degli atti e di investigazioni finite nel nulla, il testo più esplicativo e giornalisticamente sconcertante è quello di Antonio Fortichiari (E' viva. La scomparsa di Emanuela Orlandi, Tropea, 2003), che addita piste innovative con discrezione e con il supporto di lacerti di prove imprescindibili.
Non è questa l'ambizione di Gaja Cenciarelli, che con Extra Omnes realizza un'opera fondamentale, una tipologia precisa di lavoro culturale che su Carmilla ci siamo spesso auspicati venisse affrontata: Cenciarelli, coetanea della Orlandi, racconta il caso compiutamente, intrecciandolo con il proprio sguardo di ragazzina che, ai tempi del sequestro aveva 15 anni. I Settanta e gli Ottanta raccontati dalla prospettiva di chi li ha vissuti essendo bambino: una possibile soluzione e chiusura di ferite in una nazione a lacerazioni multiple, che paiono non suturabili.
Pubblicato Martedì 19 Settembre 2006
Io l'avevo detto. Cioè: scritto
[E' di moda la vendita del comparto di telefonia mobile Telecom. Il premier Prodi considera strategica l'azienda, non vuole che finisca in mani straniere. L'UE boccia la carta della golden share che il ministro italiano dell'economia vorrebbe esercitare. Fin qui la cronaca. Sotto qui, un brano da L'anno luce, uscito due anni fa. gg]
Domani è un giorno importante. Domani il Mente, con la prima linea manageriale capitanata dal Profeta, affronta lo staff degli inglesi che vogliono lanciare l’offerta pubblica d’acquisto su Telekom. Sarà una partita a scacchi, giocata dietro le quinte, pezzi mossi con cautela e silenziosa violenta, lavoro di intelligence. Hanno incaricato Kroll, la multinazionale dell’investigazione aziendale, per capire quali sono i punti deboli degli inglesi, i loro buchi neri, i trucchi, le scatole finanziarie, le debolezze personali di ognuno di loro, le eventuali commodities del ricatto.
Sarà una partita giocata dietro le quinte, e dietro le quinte altre quinte. E dietro queste seconde quinte, altre quinte…
Pubblicato Martedì 19 Settembre 2006
63ma Mostra del Cinema di Venezia: il Genna giurato in andropausa
Prima puntata del finto gonzo-reportage apparso su Vanity Fair
Essere giurato alla Mostra del Cinema di Venezia, per uno scrittore, equivale a un biglietto per il prossimo Shuttle recapitato a un ragioniere di Ladispoli. E’ vero che lo Shuttle comporta alcuni plausibili effetti collaterali: per esempio, morire. A Venezia non è possibile morire, perché ci ha già pensato Thomas Mann a scrivere Morte a Venezia (ma non durante la Mostra) e Luchino Visconti a girarne il corrispettivo cinematografico: all’Hotel des Bains, dove alloggiano le giurie (e quindi anch’io), e dove sono state ambientate scene del film più commovente della storia del cinema, Il paziente inglese (non è vero che è il film più commovente della storia, ma così la pensano tutte le donne con cui ho tentato di fidanzarmi e, per istinto di sopravvivenza, ho capito la lezione: credetemi, Il paziente inglese è davvero il film più commovente della storia – almeno se siete maschi eterosessuali che desiderano fidanzarsi).
Pubblicato Martedì 12 Settembre 2006
MUSEO TRASCENDENTALE - per Andrea Mantegna
L'inaugurazione della grande esposizione, a Palazzo Te di Mantova, in onore di Andrea Mantegna, avverrà la sera del 13 settembre nell'incomparabile cornice di piazza delle Erbe. Verranno letti (dallo stesso autore) haiku di Edoardo Sanguineti e il Museo Trascendentale del sottoscritto, una serie di prose poetiche interpretate, per la regia di Federica Restani, dagli attori di ARS, che già hanno contribuito alla splendida messa in scena della Fabula Orphica (di cui sono previste repliche: informazioni in seguito).
Poiché sono impegnato, da oggi e fino al 10 settembre, come giurato a Venezia e mi sarà probabilmente impossibile postare su questo sito, metto a disposizione la corposa stesura integrale (illustrata con immagini dei dipinti del Mantegna) del Museo Trascendentale, oltre alla versione tagliata appositamente (e più criptica) del medesimo testo. I file sono scaricabili cliccando qui sotto: in pdf la versione completa, in doc quella tagliata (con alcune immagini soltanto).
MUSEO TRASCENDENTALE - per Andrea Mantegna
VERSIONE INTEGRALE (con immagini da Mantegna)
formato pdf (787k)
MUSEO TRASCENDENTALE - per Andrea Mantegna
VERSIONE TAGLIATA (con alcune immagini da Mantegna)
formato doc (640 k)
Pubblicato Martedì 29 Agosto 2006
DIES IRAE e Vittorio Sereni
Non mi capita mai o, se è capitato, è capitato all'estero. Il pezzo che segue, un'analisi critica a opera di Luca Fiorentini (pubblicata su ORE PICCOLE) sulla scorta dell'impostazione mengaldiana, entra nel cuore di una distorsione ritmica e lessicale che, in un passo del Dies Irae, ho praticato su Amsterdam, da Gli strumenti umani di Vittorio Sereni. Non è che la letteratura sia un cruciverba e vada letta esclusivamente così. Certo è che non è possibile che la critica non intercetti operazioni di questo tipo, che sono intenzionali per l'autore, nonostante non siano previste al momento in cui il testo si crea.
L'articolo di Luca Fiorentini mi fornisce ossigeno, esattamente come proprio ad Amsterdam, nel corso di un'intervista per la presentazione dell'edizione olandese del Drago, me lo fornì un giornalista che mi chiedeva perché, a pagina 25 di un apparente thriller, io distorcevo High windows di Philip Larkin e domandava a me e a se stesso se davvero ci trovassimo di fronte a un thriller.
Ecco la puntale analisi di Fiorentini, che coglie appieno le mie intenzioni, partorite nel momento in cui scrivevo quel passo.
Pubblicato Domenica 27 Agosto 2006
Walter Siti: TROPPI PARADISI
Troppi paradisi nella terra in cui, da tempo, di paradiso non si scorge l'ombra. Il titolo ironico (no: sardonico) del nuovo romanzo-mondo di Walter Siti è, come spesso accade per certi libri fondamentali, tutto il testo e la struttura che lo sostanzia. Non c'è soltanto il cinismo, il disincanto, la cattiveria che ride al pari della morte; c'è anche l'ombra di una speranza che si erige su ceneri attive (radioattive) di una memoria che è esperienza consumata, la traiettoria del degrado di un tempo, di una nazione, dell'occidente tutto - e di sé.
Complesso, strutturatissimo, scritto con una lingua capace di un'ampiezza di spettro impressionante - dall'aulico-sublime al basso-parlato, spesso entrambi i registri giocati sul comico, quando non sul drammatico meditativo o sul saggistico -, Troppi paradisi è in assoluto il primo esempio di postmodernism in Italia da molti anni a questa parte: non sfiorando mai, se non in un punto preciso, che merita trattazione a sé - il tragico, trova una forma per il tragico nella contemporaneità. Questo è ciò che la critica italiana non ha mai compreso, citando un postmoderno che non è mai stato l'equivalente del postmodernism angloamericano. Siti riesce nell'impresa, aggiungendo ciò che agli angloamericani non riesce: stende un romanzo che può dirsi pensiero in movimento e che commuove.
Pubblicato Domenica 27 Agosto 2006
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