I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Gaddis: le perizie

gaddiscover.jpgMille pagine, più di cinquanta personaggi che si muovono nell'arco di trent'anni, da New York al New England, da Parigi all'Italia (Viareggio, Assisi, Roma...) alla Spagna. Che cos'è questo mostro letterario noto come Le perizie, a firma William Gaddis? E' anzitutto un'immensa, antiergonomica allegoria che crolla su se stessa, che pone diversi quesiti a chi si avvicini al suo labirinto infido e umoristico: quesiti tutti fondanti, almeno per quanto concerne l'identità dell'homo americanus e, con salto profetico (da parte di Gaddis), dell'uomo occidentale tout court. Quando apparve, nel 1955, questo testo laicamente biblico ebbe più di una difficoltà nell'essere riconosciuto per quello che era: un libro d'inizio e, quindi, l'inizio stesso di una letteratura nuova, che sarebbe caduta sotto l'ambigua e gloriosa etichetta di Postmoderno. Un confronto significativo? Prendete L'arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon e mettetegli accanto Le perizie di Gaddis: avrete due libri gemelli, ma eterozigoti, col primo ben più disinibito del secondo e il secondo ben più erudito del primo.

Al centro dell'intrico infernale di trame (ma non è plausibile definire The Recognitions un romanzo con un solo centro) c'è il falsario Wyatt Gwyon, seminarista, aspirante pittore che non vede riconosciuta la sua personalità artistica, semplicemente perché la sua personalità è un caso clamoroso di mimetismo. Arriverà a essere un falsario, maturando questa naturale metamorfosi dal vero al falso (che è la sua verità) attraverso la produzione di capolavori fiamminghi indistinguibili dagli originali. Attorno a lui, una corte di falsari, di mestatori straordinari, in un'epica che non disattende (nel pieno della modernità e agli inizi della postmodernità) le speranze di inserire venature elegiache e potenti esplosioni di gotico e grottesco. Richieste di intercessioni per un'anima da traghettare in Purgatorio, apparizioni virginali, musiche celestiali le cui vibrazioni sopravvivono nell'infinito al cervello che le ha immaginate, presbiterianesimo folle e sregolato e cattolicesimo inteso come nucleo fondante dell'Occidente: sono soltanto alcune delle suggestioni che trasudano dal labirinto di erudizione che Gaddis erige contro l'America e contro la prossima espansione del sogno americano in tutto il pianeta. Valga per tutti l'episodio in cui, il mattino di Natale, il reverendo Gwyon inizia la sua congrega a un rito mitraico, viene tradotto in manicomio e ivi apparentemente crocifisso. E' in questo snodo che si gioca l'autentica tradizione postmoderna, nella sua purezza contrapposta al pastiche che ha determinato l'usura di questa stagione, intensa e breve: Gaddis, nel momento sorgivo del Postmoderno, struttura questa tradizione secondo i canoni dell'allegorismo. Canoni che richiedono perlomeno due qualità: cultura e passione. Il che definisce alla perfezione il titanico tentativo speso da Gaddis nelle Perizie: è la passione della cultura che è diventata cultura della passione...

William Gaddis - Le perizie - Mondadori - 10,84 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Domenica 14 Settembre 2003

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