I Miserabili
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Stella Duffy: 'La settima onda'

duffy.jpgduffycover.jpgE' uscita finalmente in traduzione italiana (ottima: è di Fabio Zucchella, direttore di Pulp, una garanzia) di Wavewalker, un sorprendente plurigiallo paraesoterico di Stella Duffy, che lessi anni fa e mi piacque tantissimo. Al solito, esce per Marsilio black, la collana del nero più bella che c'è. In Italia si intitola La settima onda ed è un romanzo che toglie il fiato attraverso singulti multipli: una sintomatologia della qualità alta raggiunta da un autore di detective story (ma non solo). Duffy è l'autrice di Calendar girl, sempre edito da noi nei tipi Marsilio black, uno dei quattro episodi con protagonista Saz Martin, private eye londinese di nascita e cosmopolita per vocazione (un po' come l'autrice, che è di Londra ma è cresciuta in Nuova Zelanda). Di Duffy aspetto che qualche casa editrice pubblichi anche Eating cake, che non c'entra nulla col noir, ma vale una traduzione. Intanto godo immensamente per questa Settima onda: perché dice il meglio del genere nero oggidì.

Duffy esprime al meglio il genere nero per una questione temporale: Wavewalker è del '96, periodo in cui il noir, soprattutto quello di matrice anglosassone, non era entrato ancora in crisi. Quando parlo di crisi del genere nero, non intendo accennare all'àmbito commerciale: il nero tira, come nel giornalismo si dice che 'la nera tira', intendendo la cronaca. E' dal punto di vista della poetica e dell'incisività politica, invece, che ho già denunciato e continuerò a denunciare la crisi della letteratura di genere. Non che manchino le eccezioni: apprendo or ora delle candidature al Premio Scerbanenco, con Romanzo criminale di De Cataldo in pole position: spero che vinca, perché è un testo importante, sia in una prospettiva letteraria sia su un piano prettamente politico.
Nel '96, un problema del genere non esisteva, semplicemente perché non era deflagrato il Movimento. E' il Movimento, cioè l'innegabilità di una rivoluzione politica che assedia il centro dai margini, a 360 gradi, ad avere messo in crisi la poetica dell'ultimo noir. Se la realtà invera la profezia formulata dalla letteratura, la letteratura deve spostarsi ed enunciare una nuova scommessa sulla realtà. Momento esteticamente rischioso, ma fecondissimo: si va avanti a sbagli, a sbalzi, ma sempre l'importante è rischiare qualcosa e non accoccolarsi nella maniera. Il genere nero oggi è in metastasi: una metastasi manierista, borghesissima, una specie di facile predicozzo tutto comfort e niente pericolo. Una controinchiesta con le contropalle, condotta seriamente da scrittori, avrebbe oggi un potenziale devastante sia estetico sia politico: si mangerebbe qualunque tipo di noir.
Con Stella Duffy, che dispone di uno stile brillantissimo, al limite dell'entertainment, siamo a ben altre latitudini: siamo ai tropici del piacere, siamo all'adrenalina in stato epidermico, alla pelle della lettura. Questo soltanto in apparenza. Non rivelerò cosa c'è sotto La settima onda, e non intendo riferirmi alla trama, quanto a un secondo piano di lettura: Duffy si occupa di una vicenda realmente accaduta, che sta accadendo tuttora e che copre in realtà l'arco intero del Novecento, di cui sono informate, probabilmente, non più di mille persone al mondo. Io ho la fortuna di fare parte del gruppo: e, siccome da anni sto lavorando a un libro su questa vicenda, proprio non la rivelo. Neppure Stella Duffy la rivela, ma è chiarissimo che la conosce, questa storia pazzesca a cui sto accennando - e la ricolloca in àmbito prossimale a quello storico, anche se tutto sembra essere, ne La settima onda, frutto di una fantasia scatenata.
Ecco, dunque, gli elementi basilari della trama. Si tratta della vicenda più di Max che di Anita, profughi on the road a San Francisco nei Settanta, con tanto di bagaglio da 'guru' alle spalle (anche se proprio, di questo, non si parla) e un intero deposito bagagli da 'guru' ancora da acquisire. Chi è dunque, anni e anni dopo, Max North, lo 'psicoterapeuta' che propugna un rivoluzionario metodo di guarigione psichica? E perché Saz Martin, che ha trovato l'amore genderista, viene instradata su una pista investigativa che porta diretto diretto al cuore nero della 'terapia' di North? E chi è che ha messo Saz Martin su quella pista? E cosa lega San Francisco a Londra? E i Settanta ai Novanta?
Stella Duffy è la fromboliera della suspence in declinazione ironica, fino al ridanciano: è il brivido con lo spasso. C'è da essere grati all'editore e al traduttore per la pubblicazione di questo bellissimo e non ortdosso noir.

Stella Duffy - La settima onda - Marsilio black - 13.50 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Venerdì 5 Dicembre 2003

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