I Miserabili
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AA.VV: 'Gli Intemperanti'

di Ernesto Milanesi

Intemperanti. Com'è bene che siano le generazioni futuribili, che si divincolano a fatica tra macerie del passato per loro remoto e gli orizzonti autistici del presente. Under 30 che scrivono e si descrivono, raccontano e si raccontano: se in letteratura non c'è più niente di nuovo, sanno riprovare a esprimersi e a saltare le vecchie trappole. Da intemperanti.
Dal 20 gennaio, arrivano in libreria i diciotto "giovani narratori" dell'omonima antologia che apre la collana della casa editrice Meridiano Zero riservata ai nuovi autori italiani. Spetta invece al bresciano Marco Archetti pubblicare il primo romanzo intemperante: Lola Motel, viaggio nella Cuba che Fidel non ha ancora piegato e che si spiega con l'umanità di personaggi veri.

"Dopo l'era degli indifferenti e il decennio dei cannibali, ecco la narrativa d'avanguardia setacciata in due anni di scouting attraverso la lettura di un migliaio di racconti - spiega Giulia Belloni - direttrice della collana - Contro la narrativa anodina, anemica e patinata ci sono loro: gli intemperanti, perché la lettura non ci lascia del tutto uguali a noi stessi, anche se il cambiamento che provoca non è dato da grida o pietre lanciate contro le vetrine, ma da spostamenti di punti di vista sulle cose."
Racconti a volte di carta vetrata che rimuove ipocrisie, altre volte di cartongesso che si sbriciola da solo. Mai conclusi senza lasciare un segno netto e un disegno profondo. Sempre a contemplare la realtà oltre il velo della copia conforme.
Paola Presciuttini, che tiene corsi di scrittura creativa a Firenze, con Ogni venerdì svela il doppio ordine di personalità del protagonista. E Cinzia Bomoll, regista televisiva, Sbologna al lettore un 2 agosto 1980 davvero a prova di bomba.
Racconti che non si stemperano nelle pagine e che cercano di esplorare con la bussola del linguaggio i territori delle coscienze. Come Pedro Alvaro fu libero di Paola Caldera, copywriter sull'asse Milano-Parigi, descrive tre lustri in pagine di diario. Marco Peano, editor, in Se non mangio animali la colpa è delle stelle maledette innesca un motivo di Paolo Conte e lo fa esplodere dentro una Polaroid e insieme nell'anima della protagonista. E Maristella Bonomo, studentessa e traduttrice, in Palla di Lardo insiste sull'universo dei ragazzini dominato dalla purezza nella cattiveria, mentre la Nina di Marta Pastorino (che frequenta la scuola Holden di Baricco a Torino) sv uota la famiglia con un botto innescato nella "normale" anomalia dei rapporti domestici.
Autori intemperanti, che sembrano destinati a scrivere sul ciglio di occhi meno umidi e più gonfi. A lungo.
[da Il Mattino di Padova]




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Sabato 17 Gennaio 2004

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