I Miserabili
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Vinci: 'Brother and Sister'
di Sergio Pent
[da tuttoLibri]

vinci.jpgL'infanzia rispunta talvolta in veste di luogo prediletto delle ispirazioni narrative. In questo purgatorio tele-tecno-informatico che fa soccombere le scarne inclinazioni naturalistiche rimaste a galla, sembra difficile poter riapprodare a un mondo di silenzi e di paure psicologiche private, magioni solitarie e spazi aperti sui baratri della memoria. Eppure, almeno due tra i nostri più validi scrittori giovani, Ammaniti e Simona Vinci - senza escludere i fluidi orrorifici del più attempato Eraldo Baldini - si misurano volentieri - e felicemente - nel territorio impervio dell'età primaria, anche se gli anni in tasca ai loro protagonisti risultano quasi sempre malamente folgorati dalle intemperanze insensate del mondo adulto. A poca distanza dal romanzo epico Come prima delle madri, immeritatamente scippato di un Campiello da opera buffa, la Vinci torna in libreria con un racconto terso e lineare, in punta di penna, dettato - a quanto pare - da un'ispirazione guidata: Brother and Sister, infatti - perché questo discutibile asservimento alla lingua americana? - risulta nascere come radiodramma commissionato all'autrice per Radio Rai Tre e diretto in quella circostanza da Marco Risi.
A noi restano le pagine scritte, quelle su cui deliberare una nuova promozione sul campo a una scrittrice che riesce a districarsi con disinvoltura anche in operazioni pilotate, dove è facile scrivere a comando ma non sempre restare fedeli a se stessi.
In una casa nel buio delle colline, con l'ipotesi di Bologna oltre le curve dei dossi e le luci minacciose della tangenziale in corsa verso il mondo, si gioca la partita più difficile per i due fratelli adolescenti Cate e Mat, diciassette anni lei, quattordici lui. E' una notte estiva pesante e silenziosa, in attesa di un'alba che porterà i ragazzi - e il loro fratellino di sei anni, Billo - lontani dalla bolla di apparente quiete della vita di sempre. Cominciamo a capire fin da subito, nelle azioni minime ma significative dei protagonisti, che la madre è morta suicida - le circostanza rimarranno ambigue anche a lettura ultimata - mentre il padre risulta scomparso ormai da tempo. Li attende una separazione certa, qualche oscuro "Istituto", un futuro che vedrà sciogliersi il nodo d'affetti e di complicità che rendono emblematica quest'ultima notte. I gesti sono pacati, mirati a conservare il ricordo, la solitudine così totale diventa il metro di misura di una fiaba triste in cui i luoghi comuni delle narrazioni antiche ritornano a sporcarsi in un presente di rumori e indifferenza: il bosco è la protezione dal mondo più che la minaccia dei lupi cattivi, e in quel bosco i fratelli si addentrano per un'ultima passeggiata, salvo poi scappare al primo fruscìo sospetto. Ma dal buio non emergono streghe bitorzolute, bensì un piccolo down compagno di scuola di Billo - Umpa - che viene a collocarsi al centro del disagio, mentre fuori la lunga notte finisce e il cielo si tinge pericolosamente di chiaro.
Affetti e paure, desideri proibiti - di Mat verso Cate - ricordi spezzettati, ma anche una matura consapevolezza della fine, fanno scorrere questa storia tra dubbi e malinconie, lasciandoci a riflettere sui percorsi casuali del destino, sul valore stesso delle fiabe che provano ancora a cercare spazio in un mondo in cui sembra ormai impossibile licenziare il consueto "e vissero felici e contenti".
Siamo di fronte a un minimalismo noir appena sussurrato, che riporta in mente i Grimm e - citato in appendice - lo Stifter di Cristallo di rocca. Aggiungeremmo personalmente qualche spruzzata di Ian McEwan prima maniera - quello del Giardino di cemento - ma anche la tenue sospensione nel nulla di un romanzo adolescente ovattato e suggestivo come La veglia all'alba di James Agee. Detto questo, è facile seguire l'onda emozionale del racconto, intrufolarsi in un gioco di addii che risulta la più dolorosa delle malinconie per un mondo che avrebbe bisogno di qualche lieto fine, ma insiste a perdersi in una realtà di tangenziali affollate da destini che si ignorano.

Simona Vinci - Brother and Sister - Einaudi Stile Libero - 8.50 euro



Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 26 Gennaio 2004

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