I Miserabili
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Bamford: 'L'orecchio di Dio'

bamfordcover.jpgbamford.jpgUna delle sottopiste su cui ho lavorato scrivendo Non toccare la pelle del drago è un libro che esce finalmente in Italia, per i tipi Fazi: si tratta di Body of Secrets di James Bamford, tradotto da noi col titolo L'orecchio di Dio. Si tratta di un meraviglioso saggio sulla nascita, i trascorsi, il presente e il futuro della più ambigua tra le 52 (al momento) agenzie segrete degli Stati Uniti: la NSA, National Security Agency, che un calembour dell'ambiente di intelligence acronimizzava in Not Such Agency ('Nessuna Simile Agenzia'), a testimonianza dell'inverificabilità di tutto quanto non si diceva o si diceva a proposito di questo colosso spionistico. Purtroppo, l'uscita storica di questo opus magnum non coincide con un momento planetario adeguato a comprendere pienamente la profondità del lavoro svolto da Bamford. Perfino Hollywood è scesa in campo per ammantare di cospirazionismo paranoide e metafisico questo spionistico gigante che è NSA. Il quale, però, ha i piedi di argilla: NSA è, in realtà, il grande colpevole dell'affaire 11 settembre. E perché? Perché la NSA è il sintomo di un dissennato processo capitalistico che ha stravolto le modalità di intelligence dei Paesi industrializzati, permettendo in un secondo tempo ai teorici di individuare la nuova categoria del pericolo bellico generalizzato: la guerra asimmetrica. In pratica: la NSA è il protagonista del sistema SIGINT (Signal Intelligence) che fa fuori, anziché integrarsi con, lo HUMINT (Human Intelligence). L'orecchio elettronico licenzia l'orecchio umano - altro che orecchio di Dio, questo è l'orecchio del cretino.

In realtà, Bamford affronta esattamente questo problema, tutto interno all'amministrazione Usa e a quel circolo tecnocratico/militare che è il Commonwealth. Se SIGINT diviene, nell'arco di trent'anni, una sorta di iconostasi per gli apparati spionistici, la colpa è dei ragionieri e della loro assurda metafisica: taglio dei costi e investimento per una ricerca automatizzata, computeroni che vanno a palla anziché collaboratori nei mercatini di Baghdad, sapere con le tre "i" anziché i rottami umani (per i quali non ci si poneva nemmeno il problema della previdenza). I risultati si sono visti. E' dal '79 che inizia il declino politico di CIA, a vantaggio di una redistribuzione delle risorse verso NSA. Io ero solo contento, di fronte a questo paradosso vivente delle democrazie mistificate, ma prima o poi qualcuno doveva accorgersene: la barca era bucata, entrava troppa acqua. Il che permette a Bamford (ad altezza 2001, prima del crollo delle Torri) di mettere fuori gioco qualunque teorico militare: non è soltanto la guerra combattuta in teatro bellico a subire una trasformazione tecnologica, bensì anzitutto e soprattutto l'intelligence. Più precisamente: l'intelligence è la guerra. Il miraggio di ridurre l'energia a informazione, colossale incomprensione filosofica che l'Occidente avanza in tutti i suoi àmbiti, ha in questo caso una drammatica incarnazione: NSA è il corpo dei segreti da decifrare secondo alfabeti alternativi, in una gioiosa e surreale festa della crittografia. E' quindi nell'intelligence, intesa come estremo allegorema umano, che vediamo in che senso una metafisica del potere ritenga regimentabile l'umano, pensando che esso sia riducibile a sommatoria sintattica, ad alfabeto archetipale, e non tenendo conto dell'impazzimento delle variabili, dell'inesplicato e inesplicabile che l'umano esprime come scarto rispetto alla conoscenza seriale. NSA decritta e interviene: non come il Grande Fratello, che preconosce e irregimenta tout court, ma come lo scienziato ragionieristico che esclude l'intuizione a favore della decifrabilità dei fenomeni. Ciò che manca è una sintesi vuota, che eviene come matrice unitaria dei processi storici. NSA perde il suo conflitto con la presa di coscienza dell'indeterminazione.
Bamford analizza questo scarto in continuazione, andando a ricercarlo direttamente all'interno dei protocolli organizzativi di NSA (sia chiaro: Bamford compie un lavoro di intelligence coi controfiocchi, immagino col consenso stesso dei responsabili NSA, i quali stanno attualmente mutando volto e missione all'Agenzia). Prendiamo un passo estremamente significativo (cioè: allegorico) di questo reportage che vale un peso massimo del romanzo di genere: "L'idea di essere strappati dal proprio ufficio, legati a una macchina e chiamati a rispondere sulla possibile divulgazione di segreti ai russi o di informazioni alla stampa potrebbe lasciare 'il personale NSA [...] scioccato' ha affermato Philip T. Pease, il capo dell'Ufficio per la Sicurezza dell'NSA". Sembrerebbe una banale rivelazione giornalistica, a proposito della più scontata delle problematiche interne che i responsabili di un'intelligence devono affrontare. Invece non è così. Questo è un allegorema. Ecco alcuni elementi di un simile allegorema, che Bamford non si stanca di costruire pagina per pagina:

- L'intelligence è l'umano contro l'umano: sia l'umano interno contro l'umano esterno, sia l'umano interno contro l'umano interno;
- L'intelligence è la sommatoria di informazioni e choc come rappresentanti emblematici dell'umano - vale a dire, cognitivo ed emotivo nei rapporti incrociati tra di essi e nella purezza della loro espressione categoriale;
- L'intelligence è frattale: i processi di sicurezza macroscopici a cui lavora, a tutti gli effetti, sono identici ai processi di sicurezza microscopici che costituiscono l'al di qua della barricata - e questo all'infinito, secondo l'argomento parateologico della reversio ad infinitum (chi controlla i controllori? E così via, indefinitamente...)
- L'intelligence ha per nemici i propri stessi mezzi (l'informazione, i segnali);
- L'intelligence opera prescindendo dalla qualità e dalla natura del nemico esterno e interno: la Russia vale la stampa americana;
- L'intelligence abolisce lo spazio e il tempo (ancora: la Russia vale i giornalisti Usa, inoltre una cosa fatta un giorno fa vale anche ora, è un danno o un vantaggio anche ora);
- L'intelligence opera in uno spazio di mezzo in cui le categorie di vero e falso non sono contraddittorie;
- L'intelligence è l'allegorema aperto e indefinito di tutta la questione biopolitica.

Il merito di James Bamford e della sua accuratissima e sorprendente fenomenologia storica di NSA non risiede dunque in alcuno scoop, bensì nell'evidenziare come certi nuclei inesplicabili e metainformativi della storia umana non siano semplici realtà storiche: essi sono miti umani, spazi aperti all'interno della storia e nei quali le categorie della storia non valgono secondo i metri della storia stessa. Il che configura la natura letteraria che sostanzia, in certe zone estreme dell'umano, la vicenda medesima dell'uomo.

James Bamford - L'orecchio di Dio - traduzione di Riccardo Masini - Fazi - 27 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 9 Marzo 2004

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