Ambrose, discesa nel pozzo dell'occulto
Terzo colpo del giallista inglese: danza macaba fra paranormale e scienza
di Tullio Avoledo
[da Il Giornale, 9.3.04]

Superstizione (pagg. 298, euro 14,50) e' il terzo romanzo di David Ambrose pubblicato dalla casa editrice padovana Meridiano Zero, e conferma il talento dell'autore per l'innesto di idee originali su trame che sembrano gia' pronte per essere rappresentate sul grande schermo. Non a caso l'inglese Ambrose, dopo aver abbandonato la carriera legale, ha lavorato come sceneggiatore a Hollywood. Nei precedenti romanzi, L'uomo che credeva di essere se stesso e La madre di Dio, Ambrose aveva gia' costruito meccanismi narrativi perfetti, a meta' fra il giallo e il noir, intorno a idee forti il cui tema dominante e' il rapporto fra il paranormale e la scienza. Sulle pagine di Ambrose vengono resi con perfetta credibilita' slittamenti in universi paralleli, programmi informatici che acquistano coscienza e interagiscono con un serial killer o, come nel caso di questo romanzo, il tentativo di creare artificialmente un fantasma. Per quanto possa sembrare incredibile, il romanzo prende spunto da un esperimento realmente avvenuto in Canada, a Toronto, nei primi anni Settanta.
Joanna Cross, brillante reporter d'assalto di una rivista newyorkese, ha appena smascherato Ellie e Murray Ray, una diabolica coppia di anziani truffatori che aveva organizzato un colossale inganno a spese di poveretti desiderosi di comunicare coi loro defunti. Invitata come ospite a un talk show televisivo sull'argomento, Joanna fa amicizia con un altro ospite, il dottor Sam Towne, psicologo, ricercatore presso la Manhattan University che si occupa, per usare le sue stesse parole, «dell'interazione fra coscienza umana, sistemi fisici e strumenti di misura». Una ricerca che comprende telepatia, precognizione, psicocinesi, visione a distanza...
«Come scienziato, Sam si era impegnato a fornire una risposta razionale a ogni cosa. Era convinto che la ragione e la logica fossero gli unici strumenti che l'uomo aveva a disposizione per tentare di penetrare il mistero della propria esistenza». Le sue convinzioni - e anche quelle del lettore - verranno tuttavia rovesciate come un guanto, alla fine del libro.
All'uscita dagli studi televisivi Joanna viene aggredita da Ellie Ray, che le grida che il marito e' morto di un attacco cardiaco e le lancia un'oscura maledizione. «D'ora in poi sarai da sola». Maledizione di cui Joanna, come il lettore, capira' il senso solo alla fine del libro.
Ancora sconvolta dallo scontro con Ellie, Joanna viene soccorsa dal dottor Towne, che le espone il bizzarro esperimento che ha in mente di attuare. Con un gruppo di volontari inventeranno un personaggio mai esistito, che poi cercheranno di evocare come se fosse un fantasma, per dimostrare che il cosiddetto occulto ha in realta' origine nella mente umana. Joanna accetta, affascinata dalla personalita' e dall'energia di Sam, di cui col tempo diventera' l'amante.
Fra un certo scetticismo iniziale, i membri del gruppo inventano quindi «Adam Wyatt», immaginario personaggio vissuto alla fine del '700, e ne scrivono la «storia», altrettanto immaginaria, facendolo teatralmente morire durante la rivoluzione francese. Poi cominciano le sedute spiritiche, nel tentativo di evocare «Adam».
E «Adam», sorprendentemente, risponde. Dapprincipio nel classico modo in cui risponderebbe un fantasma: colpi sotto il tavolo, o lo spostamento di piccoli oggetti. Ma poi le manifestazioni cominciano a prendere un aspetto terrificante. «Adam Wyatt» si rivelera' un'entita' sinistra, subdola e crudele, uno spettro ben diverso dal personaggio immaginato collettivamente dal gruppo. Le sue evocazioni hanno effetti sempre piu' drammatici, finche' i membri del gruppo cominciano a morire.
A mano a mano che i vivi scompaiono Adam acquista forza, tanto che Joanna e gli altri sopravvissuti del gruppo cominciano a sospettare che possa trattarsi di un fantasma reale: segni dell'esistenza di un vero Adam Wyatt nel '700 prendono infatti a fissarsi nella vita dei protagonisti, a invaderla. Libri, ritratti, persino parenti in vita, confermerebbero l'esistenza di Adam Wyatt. Rivelare di piu' su cio' che attende il lettore nell'ultimo quarto del libro sarebbe un vero tradimento. Come nei precedenti romanzi di Ambrose, il finale e' un colpo di scena che lascera' il lettore a bocca aperta.
La prosa di Ambrose e' asciuttta ed evocativa al tempo stesso. L'orrore evocato e' lontano mille miglia dai facili effetti di gran parte dei narratori di genere, ed e' piu' vicino alla sensibilita' e al talento di autori come Richard Matheson, Shirley Jackson o il primo Stephen King. Che Ambrose sia anche scrittore per il cinema lo si capisce dalla perfetta tenuta delle scene, dai dialoghi serrati e dalla suspense che riesce a ricreare. Ma anche la New York del romanzo sembra «filmata» dall'autore: splendide, in questo senso, le scene ambientate nel Dakota Building, davanti al quale venne ucciso John Lennon e nelle cui stanze venne girato Rosemary's Baby.
Il vortice di follia in cui precipitano Joanna, Sam e gli altri e' talmente coinvolgente da far dubitare alla fine il lettore sulla «realta'» stessa del mondo. Ambrose si conferma ancora una volta maestro nell'intraprendere strade nuove, nel battere sentieri minori - ma non per questo meno inquietanti - dell'occulto, finendo per piacere non solo agli appassionati del genere ma a ogni lettore dotato del gusto per una buona storia.
David Ambrose - Superstizione - Meridiano zero - Euro 14,50