I Miserabili
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Butler: 'La rivendicazione di Antigone'

di Igino Domanin
[da Hermesnet, il portale della filosofia]

butlerfoto.jpgbutler.jpgLa rivendicazione di Antigone, da poco uscito presso Bollati Boringhieri, è un denso e articolato saggio di Judith Butler dedicato a una interpretazione politica e antropologica della tragedia sofoclea. La figura di Antigone è letta come l'incarnazione di una sfida radicale verso l'autorità delle leggi dello Stato e delle concezioni ordinative della politica e della parentela. La studiosa americana intende, perciò, sottolineare come le pretese avanzate da Antigone indichino l'esigenza di una politica femminile che non si appoggi sulle istanza rappresentative e giuridiche dello Stato (e sarebbe questo l'errore fondamentale dei movimenti femministi) e si ponga i propri obiettivi sul terreno dell'affettività e sulla critica radicale dell'autoritarismo della parentela.

In quest'ottica le posizioni di Butler mirano a determinare un livello “impolitico” della pratica femminista , che contesta la definizione consolidata del politico e la demistifica come ideologia, e a imperniare il proprio discorso su una revoca della pretesa naturalezza degli istituti che regolano, organizzano e codificano la vita degli affetti.
A mio avviso, l'importanza di questo itinerario teorico sta anche nel prendere seriamente in considerazione il modo come la penetrazione dell'artificiale nella vita stia minando profondamente le forme storiche dell'opposizione natura-cultura all'interno della nostra società. Il modo in cui la tecnologia sta estendendo il potere di manipolazione della condizioni biologiche dell'esistenza sta mettendo in crisi rapidamente il nostro modo di concepire la natura. La vita affettiva si situa appunto nella cerniera che articola il rapporto tra natura e cultura. Le strutture della parentela, come aveva compreso Levi-Strauss , articolano la differenza tra i due ambiti di esperienza. Il difetto delle teorie strutturaliste rimane, però - come mostra Judith Butler in questo prezioso libro - nell'aver proiettato nella stabilità a-storica di un preteso ordine simbolico questa prospettiva. Si tratta di invece di pensare le strutture della parentela come l'esito di un gioco di forze sociali e storicamente determinate e che investe il campo biopolitico della sessualità e della differenza di genere.
Butler coglie, inoltre, l'occasione per compiere in questo volume un lavoro importante di decostruzione da una parte nei confronti dell'impianto filosofico e metafisico dell'interpretazione hegeliana di Antigone, dall'altra verso i codici simbolici della psicoanalisi lacaniana. Nell'ultima parte del libro vengono esaminate, in relazione alla sfida di Antigone, le forme emergenti di legame parentale che contrastano con la famiglia eterosessuale.

Judith Butler - La rivendicazione di Antigone. La parente tra vita e morte - traduzione di Isabella Negri - Bollati Boringhieri - 13 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 19 Maggio 2004

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