I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
   NEWSLETTER
   RECENSIONI
   SPECIALI
   INTERVENTI
   TESTI
   SEGNALAZIONI
   INTERVISTE
   ULTRALETTERATURA
   L'ARCHIVIO
   Blog
Proulx - Quel Vecchio Asso nella Manica

di Alessandro Bertante
[da Diario]

proulxfoto.jpgAride lande spazzate dal vento dove l’orizzonte sembra non avere limiti. Popolate da uomini duri, apparentemente ottusi, diffidenti, radicati alle proprie abitudini e ai ricordi di usanze e professioni quasi scomparse. La contea di Panhandle, nel Texas settentrionale al confine con l’Oklahoma, conserva l’inconscio archetipo del profondo Sud americano, un luogo senza tempo, privo di sfumature nel suo immobilismo. Ma ciò nonostante la multinazionale Global Pork Ring ha deciso che proprio il Panhandle è perfetto per impiantarci allevamenti di suini in batteria, delle vere e proprie bombe ecologiche, portatrici di aria pestifera, miasmi e tossici residui di lavorazione. I giovani infatti se ne vanno in città e i vecchi cow-boy non possono rappresentare un grosso problema. Incaricato di trovare i terreni adatti alla costruzione è Bob Dollar, venticinquenne di Denver abbandonato dai genitori in tenera età e cresciuto dallo zio, un anziano antiquario squattrinato.

Quel vecchio asso nella manica di Annie Proulx (già autrice di Avviso ai naviganti, nel 1994 premiato con il Premio Pulitzer), comincia come il classico romanzo di formazione, con un protagonista confuso, impacciato e senza prospettive in cerca della propria strada nella vita. Invece si tratta di ben altro. Nel suo peregrinare quotidiano Bob Dollar viene a contatto con una seducente realtà rurale, fatta di vecchie storie ed eccentrici personaggi. E più conosce il passato della contea, più vuole sapere che ne è stato dei suoi vecchi abitanti: gli indiani, i pionieri, i cercatori d’acqua, gli allevatori di vacche selvatiche, i braccianti stagionali, la gente che ha creato quella comunità con il proprio lavoro. Tutto cambia e tutto rimane uguale, sembra suggerirci la Proulx, scrittrice smaliziata, forte di un linguaggio immediato e realista, ben poco femminile in realtà, che se nel registro comico raggiunge i suoi risultati migliori è parimenti capace di suscitare emozioni e melanconiche nostalgie.
Non meno efficaci appaiono i dialoghi, spontanei e mai scontati, in grado di disegnare senza forzature caratteri e personalità parecchio diversificate fra loro. Il finale farà piazza pulita delle volontà di espansione della multinazionale, lasciando il giovane Bob alle prese con una nuova e inaspettata carriera professionale. L’asso nella manica risulterà vincente e proprio nell’ostinata determinazione a resistere del vecchio Ace Crouch, il contadino che più si oppone all’incontrollato sfruttamento del territorio, torna prepotente il mito della frontiera americana, con i suoi spazi sconfinati e la sua mitologia ecologica e libertaria. Basta volerci ancora credere.

Annie Proulx - Quel vecchio asso nella manica - traduzione di Delfina Vezzoli - Tropea - 16 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 19 Maggio 2004

stacco.gif