I Miserabili
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Parrella: 'mosca più balena'

valeria_picc.jpgCon le candidature al Premio Campiello, in cui svetta l'immensa Pasqua Rossa di Alberto Bevilacqua, è stata reso noto il nome della vincitrice dell'Opera Prima: è Valeria Parrella con mosca più balena, edito da minimum fax. Sugli italiani pubblicati dai faxisti, bisogna fare un lungo discorso: la casa editrice romana sta dando fiato alla giovane narrativa italiana. Attualmente sto leggendo l'ultimo libro di Christian Raimo, Dov'eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro?, che conferma le aspettativeBlog nutrite su questo autore, destinato a un ruolo di primo piano non più nell'immediato futuro, ma nell'attuale presente. Della raccolta di Raimo, a breve sui Miserabili. Parrella non l'ho letta: per il momento, confido nell'occhio clinico di uno dei più importanti critici letterari italiani, Angelo Guglielmi. gg


continua.gifParrella, la domatrice di Napoli
di Angelo Guglielmi

guglielmi.gifScrive Peppe Lanzetta che "il talento di Valeria Parrella lo senti addosso come il rombo dei motori degli aerei... È pittura che cola sulle pareti, è una grande pozzanghera nella quale ci piace schizzare i piedi e ridere come monellacci...". Abbiamo letto lo stesso libro eppure io ho la sensazione di averne letto uno diverso tanto la scrittura di Valeria mi pare il contrario di quello che dice Lanzetta. E dove lui trova esuberanza e abbondanza io trovo dominio e controllo.
Raccontare Napoli, una città così prevaricatrice, contenitore incontenibile e trasbordante, è quasi impossibile e tanto più se a farlo è uno scrittore-trice napoletano-a. Per riuscirci deve allontanarsi nel sogno (quasi nella follia) come ha fatto la Ortese o nella memoria come ha fatto la Rasy o mettendo mano alla chiave straniante come La Capria. Si tratta di una lontananza intellettuale in presenza di quella insopportabile (in quanto violenta) aggrassione fisica che Napoli rappresenta, alla quale puoi sfuggire solo interponendo uno schermo, una mediazione tra te e la città. Solo ricorrendo a un meccanismo che consente di tenerla a bada (la città), di non esserne travolto, di afferrarla senza impastarti le mani, di guardarla negli occhi, di sentirla vicina senza diventarne complici. Quale è la lontananza che Valeria Parrella mette in campo?
Valeria anziché raffreddare la città attraverso un meccanismo di contenimento raffredda se stessa nel senso che punta l'occhio più che sulla città in cui vive su se stessa che vive in quella città. Ne dà così un'immagine riflessa. Racconta se stessa nei condizionamenti cui la città condanna e anche fa vivere. Ma non si tratta di riflessioni, di commenti, di parole di esaltazione o di compianto, di celebrazione o di condanna. Si tratta di gesti, di comportamenti, di azioni che i protagonisti di mosca più balena compiono (e in cui si esercitano) pressati da una realtà che incombe grave loro addosso. E quei gesti e azioni hanno il colore, l'odore, il sapore di Napoli ma non la sua pesantezza naturalistica, lo scandalo della sua eccezionalità. La Napoli della Parrella non è bella, non ha lo splendore della sua presunta barbarie, il fascino della sua trasgressività e del suo disordine, della sua anima strafottente (tentazione in cui cadono gli scrittori napoletani): la Napoli della Parrella è una città come le altre, particolare come ciascuna delle altre, anche se di una particolarità tutta sua che le attribuisce tratti di assoluta inconfondibilità.
Napoli più che la città sono i Napoletani. E Valeria Parrella racconta la sua napoletanità. Nei cui confronti non ha atteggiamenti di vanteria né di rigetto ma la prontezza di accogliere e comprendere tutto senza menar scandalo né, al contrario, avendo l'aria di chi fa finta di nulla. Così nei racconti di Valeria è presente la camorra (e come non potrebbe esserci!) ma solo attraverso gli amori e nemmeno cattivi anche se prepotenti e impositivi; è presente la lucidità illuministica come la condivisione di pratiche magiche ma sempre attraverso scelte soggettive e personali (nel caso specifico se credere o no - e comportarsi di conseguenza - alle predizioni di una maga sull'arrivo di un terremoto); è presente l'efficienza operativa e il tirare a campare, la laboriosità e la pigrizia, l'onestà e il furto, il rispetto e la trasgressione, l'incuranza e la solidarietà, la ricchezza incommensurabile e la miseria abissale; e, ripeto, il tutto appare in forme tutt'altro che oggettive e predicatorie ma piuttosto nei modi di scelte (e pene) di vita che in quanto tali non si caricano di una verità simbolica ma restano semplici comportamenti quotidiani. Valeria Parrella racconta i napoletani, non Napoli. La città è lontana, quasi assente. E li racconta con tratti di penna veloci, senza sottolineature e compicimenti e soprattutto senza cedere a inviti seduttivi. Li racconta con forza e senza infingimenti con sapienza e vivacità evitando di avvolgerli in un'atmosfera miracolistica ed eccentrica e sottraendoli alle attese dell'evento straordinario. Finalmente una Napoli normale, che non interessa i turisti né scandalizza gli altri italiani.
Valeria Parrella è una napoletana verace: non scrive in un italiano grammaticalmente ossequioso: la sua lingua è ricca di inflessioni dialettali e nutrita di robusta gergalità; ma, ed è qui che si fa stile, è una lingua paratattica, di frasi brevi, ficcante e ricca di punteggiatura quando ti aspetti una lingua ipotattica, sciolta, travolgente come la città in cui l'autrice vive (e come si dedurrebbe dalle indicazioni di Peppe Lanzetta). Ma è che Valeria è più forte di Napoli che tiene a bada con lo stile. Lei riesce miracolosamente a conciliare le sue doti di scrittrice nata con una strategia espressiva ferma e programmata che le consente uno straordianario governo delle parole: il risultato sono pagine di scrittura che, pur attraversate da commozioni immediate e di passioni non trattenute, hanno la misura e il rigore più proprie di scritture nordiche (nel senso di composte e razionali).
[da l'Unità - 15 luglio 2003]

Valeria Parrella - mosca più balena - minimum fax - € 7.75




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 7 Giugno 2004

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