I Miserabili
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Alex Garland: 'The Coma'

thecoma.jpgGli amanti del Palahniuk del bel tempo che fu adoreranno quest'ultima creazione di Alex Garland, l'autore di The Beach e lo sceneggiatore di 28 giorni dopo, oltre che l'inventore del delirante Tesseract. Con The Coma, entrando nell'universo parallelo della coscienza alterata, Garland sfida Palahniuk sul tema e la scrittura del suo Diary (che è, per l'appunto, un diario di coma e di schizoparanoia), stravincendo la sfida. Richiamandosi allo Ian Banks di The Bridge e citando in maniera laica e obliqua le ucronie di Philip Dick, Garland entra nel vivo di una delle autentiche ossessioni del presente: la fioritura di realtà parallele, la mistificazione platonica della verità, la post-paranoia di Matrix. E lo fa intessendo con scrittura velocissima una trama che più solipsistica non si potrebbe.

Con The Coma, Garland pone definitivamente la sua candidatura ad autore di culto transgenerazionale, capace di raccontare, più che le nevrosi del nostro tempo, le psicosi e le schizofrenie di un mondo che contamina la storia con il delirio e che - nonostante il teatro di multiple personalità che penetra nella scena del reale - sovverte il dominio della necessità e apre spazi di libertà individuale e collettiva.
Come in 28 days after, Garland comincia da un trauma ed entra nello spazio psichico del coma, misterioso ed esoterico. Il suo protagonista è Carl, assalito in metropolitana mentre cerca di proteggere una ragazza dalle violenze una gang di giovani sbandati. Carl versa in coma per giorni e giorni. Quando si risveglia, la vita può faticosamente riprendere il suo usuale corso, la sua sottilmente inaccettabile routine - sorta di traslitterazione neoproletaria di ormai antiche suggestioni borghesi: gli amici, la ragazza, i problemi quotidiani. Qualcosa, però, a Carl non torna. Strani scollamenti temporali e distorsioni e lapsus e sincronicità - la classica soglia da attraversare per rendersi conto dello scollamento tra la propria percezione e la realtà. Con progressiva e impressionante accelerazione, il lettore viene introdotto nel cuore del sospetto che muove l'intero romanzo: Carl sta vivendo la realtà o è intrappolato in un universo mentale che ha avuto il proprio big bang col coma? Carl è ancora in coma?
La vicenda, come è chiaro, è la più tradizionale e scontata tra gli stilemi messi a disposizione dalla letteratura fantastica. Eppure Garland è grandissimo nella capacità di compiere intrusioni inquietanti e nuove nell'apparato psichico del lettore, forte di una scrittura che sa suggerire senza risultare insinuante. Nervosa e sovreccitata, la prosa di Garland procede per sbalzi e fulminazioni, declinando in maniera inaspettata il tema principe del Filebo platonico, autentica ossessione contemporanea, che sviluppa la dialettica vero/falso in senso intrapsichico: l'errore e l'equivoco come motore della storia, la prassi come ineliminabile contrappunto alla gabbia mentale, l'illusione come spazio aperto e per nulla inibitorio.
Il New Yorker ha puntato su di lui, definendolo "il più dotato tra i nuovi scrittori della scena", mentre il grande Kazuo Ishiguro si è detto entusiasta del suo "talento narrativo di enorme potenza". Con The Coma, Garland sceglie senza possibilità di ritorno i lacci elastici della coscienza quale materia privilegiata della sua poetica ed eleva l'allucinazione a norma creativa della sua promettentissima carriera letteraria.

Alex Garland - The Coma - Riverhead Books - $19.95




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 15 Giugno 2004

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