I Miserabili
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Miserabili recensioni: cosa cambia

Da oggi qualcosa muta nell'area recensioni dei Miserabili. Cosa cambia, è presto detto: si pubblicheranno recensioni di libri non necessariamente appena pubblicati. Le novità editoriali sono una fiumana disperante e, nel mucchio selvaggio, si nascondono spesso produzioni di non convincente livello qualitativo. Personalmente, mi capita di entrare sempre più allucinato in libreria: i banconi delle novità, sparati all'ingresso come il fronte del maremoto, mi sembrano un vomito iridescente, inarginabile. Va detto, poi, che il successo degli allegati ai quotidiani ricentralizza l'importanza fondamentale dei classici, antichi moderni e contemporanei. Forse manca informazione, se un romanzo di Faulkner, ignorato in tascabile in libreria, fa il boom se allegato a Repubblica. E non si capisce perché si debba soprassedere dal recensire Tolstoj per fare posto all'ultimo disgustoso McEwan. Dipende dai titoli, ma anche dagli sforzi di chi legge e poi scrive di quello che ha letto. Le recensioni, dunque, si avvicineranno sempre più all'intento che presiede alla costruzione dell'area speciali: recuperi importanti, come già dimostrano oggi i pezzi su Sebald, Bellow e Wolfe. Ciò non toglie che i Miserabili restino sull'attualità: con maggiore selezione, però. [gg]




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Mercoledì 1 Settembre 2004

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