di Egidio Marchese

Risolvere il problema del sesso è un tema enunciato subito nella prima pagina del romanzo Disgrace/Vergogna dello scrittore sudafricano J.M. Coetzee (1940-). Il protagonista, il professor David Lurie incontra la prostituta Soraya una volta alla settimana ed è contento e soddisfatto. Ma quando poi scoppia lo scandal, per l'abuso sessuale di una studentessa, dinanzi alla
commissione d'inchiesta egli ammette la sua colpa ma rifiuta di scusarsi; e, a testa alta, calmo e beffardo dichiara: "...è subentrato Eros.... sono diventato un servitore di Eros".
Successivamente la propria figlia Lucy è violentata sessualmente da alcuni neri. Allora il padre insorge, vuole proteggere la figlia e denunciare i malfattori. Ma Lucy dissente: non tanto per una antica colpa dei bianchi da espiare riguardo agli africani, ma perché realisticamente sarebbe inutile e anche controproducente. Da ciò emerge se non il cinismo dell'autore (come qualcuno ha detto), almeno un profondo doloroso pessimismo umano.
Attraverso tutto il romanzo, il sesso è visto come un semplice dato di fatto o impulso naturale; come dato culturale (passione e arte); come problema morale (tradimento e violenza); e alla fine come arma di vendetta e lotta di potere nel travagliato Sud Africa, prima e dopo l'apartheid. Letterariamente, le esperienze sessuali di David sono alimentate da sentimenti poetici come After the storm/Dopo la tempesta di George Grotz (sentimenti del dopo-orgasmo) o i versi del Preludio di Wordsworth; mentre il rito della seduzione è accompagnato dal quintetto per flauto di Mozart o i motivi di Scarlatti. Il problema morale emerge quando il genitore della studentessa sedotta lo affronta nel corridoio dell'università: ... lui si dovrebbe vergognare... In seguito, quando è dimesso dall'insegnamento ("col nome nel fango", dice l'ex moglie) David si consola ancora con l'arte: si culla nel progetto di comporre un'opera da camera, voci e musica, sull'ultima passione di Lord Byron con la Contessa Guccioli in Italia. Ma se ciò appare patetico, è commovente l'umiltà che egli apprende nel suo stato finale di disgrazia e umiliazione: la pena e la pietà che prova nell' accudire all'uccisione umanitaria di cani abbandonati.
Alla storia privata di sesso e violenza del protagonista e della figlia, si compenetra e si sviluppa il tema sociale di questo romanzo, che è quello della violenza che scaturisce dal contrasto di culture diverse. Il primo grande romanzo africano che descrive la violenza del contrasto di culture in Africa è Things fall apart/Il crollo di Chinua Achebe del 1958. La stessa arte amatoria del professor Lurie è ispirata a una letteratura (Byron, Wordsworth, ecc.) aliena alla cultura africana, e infatti gli studenti sono più sensibili a Toni Morrison che a Byron. Quella cultura inglese è la stessa (The Mayor of Casterbridge e Shelley e Keats e Wordsworth) che V. S. Naipaul nel suo romanzo Half a life/La metà di una vita definisce "a pack of lies", un mucchio di bugie: una cultura straniera ("No one fills like that / nessunosente in quel modo") nell'India dell'Impero britannico, come qui in Africa.
A questo romanzo, tanto per la storia privata che per quella sociale, si può applicare il pensiero di Antonio Gramsci ch'è riportato nel frontespizio del romanzo July's People/Luglio dell'altra scrittrice sudafricana Nadine Gordimer: "Il vecchio sta per morire e il nuovo non può essere nato; in questo inter-regno sorge una grande diversità di morbidi sintomi" (Quaderni del Carcere). Nel contrasto di culture scoppia la violenza e sorge anche pateticamente "una grande diversità di morbidi sintomi", come appunto il vagheggiamento culturale e la misera fine di David. Emerge un profondo doloroso pessimismo umano, dicevamo, ma emerge anche, forse, una vaga speranza: Lucy, vittima di violenza, rifiuta la vendetta o il riscatto, non fugge, come vorrebbe il padre, ma resta e cerca una comune radice culturale di convivenza.