I Miserabili
GIORNALE DI LETTERATURA E MONDO FONDATO DA GIUSEPPE GENNA NEL 2002
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Appunti sparsi su Qualcuno ha mentito di Marco Mancassola
mancztl.jpgdi NIFE
[da Z.T.L. Zona Traffico Limitato]

mmancztl.jpgMi avvicino con una forte aspettativa alle pagine di 'Qualcuno ha mentito', memore della lettura del primo romanzo di Mancassola, 'Il mondo senza di me', che ho divorato qualche tempo fa e mi immergo subito tra le pagine, come in apnea.
Un'apnea che già dopo pochi passi si fa acida, sospesa tra notti londinesi di case occupate, di birra e droghe e baci sbagliati.
La collocazione è accattivante al punto giusto, quasi trendy. Siamo a metà degli anni '90, più o meno.
In questo scenario si succedono a/ritmici un fiume di sensazioni e sentimenti, esteriorizzazioni di stati d'animo, interrotti da dialoghi che non riescono a dialogare, frammenti di azioni, immagini di strade e persone stanche che si muovono in un cosmo, macro e micro, che pare drammaticamente privo di alcun significato.

Mentre scorro le pagine, non trovo quasi traccia di ciò che mi aveva fatto innamorare dalla narrazione di Mancassola nel suo primo libro: l'attenzione e la capacità di cogliere e descrivere le piccole cose, i gesti minimi del quotidiano, quelli a cui magari non siamo soliti dare importanza, sempre in cerca di quel qualcosa di grande/grandioso che non arriva mai, dimentichi del fatto che quei piccoli atti quotidiani forse sono davvero più fondanti per noi, ci rappresentano di più.

Ecco, quest'attenzione è ora vaga, indefinita, persa in mezzo a questo scazzo cosmico postadolescenziale: giovani che non trovano spazio e probabilmente non saprebbero cosa farsene, né dove andare, una volta trovato uno spazio, che sia anche tempo e modo per vivere.

C'è una linea di nostalgia, si sente la tensione a quel qualcosa che c'era e adesso non c'è più e come si fa? O si torna a casa, o ci si costruisce un mondo chiuso, di ketamina e vita notturna, techno a palla, ci si muove come monadi fatte di nulla sospese in un mare di altro nulla, appena più denso, più trafficato.

A scuotere l'apatia dei personaggi e della storia l'ossessione di una casa nuova da occupare, che rimane un limite sospeso tra scusa e incapacità di agire: simbolo di una svolta, di un passaggio a qualcosa di nuovo che per certi versi avviene, complice un cadavere che si muove e un finale che tira al tragico, ma che in realtà non sembra portare da nessuna parte.

Una narrazione che è più osservazione, stati d'animo più che accadimenti, l'inizio e la fine paiono collocati prima delle pagine del libro e oltre, al di là di esse: tutto rimane come sospeso, opaco e immerso nella nebbia scura ed elettrica di Londra.

ico_audio_black.gif La puntata di Fahrenheit su 'Qualcuno ha mentito'




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 13 Settembre 2004

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