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La notte dei blogger
di Fabrizio Rondolino
[da La Stampa, 3 Novembre 2004]

Di che cosa parliamo quando parliamo di letteratura? Il Foglio ha ironizzato sulla collocazione del nuovo libro di Alessandro Baricco, nelle classifiche di vendita, fra la «varia» anziché fra la narrativa italiana. Ma se il suo rifacimento dell'Iliade non è rubricabile dagli addetti ai lavori alle voce «letteratura», figurarsi allora i racconti dei bloggers, dilettanti per statuto ed estranei, anche fisicamente, al circuito letterario tradizionale. Eppure su un fenomeno è opportuno riflettere, come per esempio fa Loredana Lipperini nella prefazione alla sua antologia La notte dei blogger: la parola scritta, data per spacciata fino a qualche anno fa, si è presa la sua rivincita grazie ai messaggini e, soprattutto, a internet: email e chat occupano oramai una posizione centrale nel nostro universo comunicativo, hanno sviluppato un'ortografia, una sintassi e uno stile autonomo e, grazie ai cellulari di nuova generazione e alle reti wireless (cioè senza il bisogno di cavi) sono diventati onnipresenti. Più recentemente, la moda del blog si è diffusa a macchia d'olio, e sono oggi migliaia gli italiani che confidano alla rete i propri pensieri, le proprie opinioni, e insomma le proprie scritture.
Blog è l'abbreviazione di weblog che significa, letteralmente, «diario di bordo in rete»: e del diario effettivamente i blog mantengono molte caratteristiche, prima fra tutte la «presa diretta». Così come fra le pagine ingiallite di un'agenda si conservava il biglietto del cinema piuttosto che il fiore secco a ricordo di una passeggiata romantica, allo stesso modo oggi si consegna a internet - cioè, potenzialmente, al mondo intero - il giudizio su quel film o la fotografia di quella passeggiata.
Sul mondo dei blog - la cosiddetta «blogosfera» - si è già scritto molto, né d'altra parte la complessità e la varietà del fenomeno consentono un giudizio univoco: esistono infatti blog politici influenti (invitati, negli Stati Uniti, alle convention prima dei democratici e poi dei repubblicani) e blog del tutto privati, blog satirici e blog musicali - e soprattutto, come scrive Lipperini, blog che «si occupano di tutto, così come una stessa persona va al cinema, ascolta musica, legge libri, si innamora, esprime le sue opinioni politiche».
Caratteristica non secondaria di ciascuno di essi è l'essere «linkati», come si dice con brutto neologismo, ad altri blog: il consentire cioè l'accesso ad altri blog dalle proprie pagine. La comunità del bloggers nasce grazie ai link, e così si sviluppa - il che spesso ne esaurisce anche il raggio d'azione, poiché chi legge un blog quasi sempre anche ne scrive uno, e chi scrive un blog legge quelli degli altri. Un certo tasso di orgogliosa autoreferenzialità è dunque fra le caratteristiche del fenomeno: e tuttavia, se ci pensiamo bene, anche molti scrittori laureati sono letti prevalentemente da critici e lettori di professione, i quali a loro volta raramente sfuggono alla tentazione di scrivere un libro in proprio.
Semmai, il blog - così come, in altro contesto e su tutt'altro versante, il reality show televisivo - induce una riflessione sul bisogno così prorompente di raccontare i fatti propri, di esibire la propria quotidianità senza (quasi) pudore, di calcare qualsivoglia palcoscenico, purché se ne ricavi in cambio il famigerato quarto d'ora di notorietà e, soprattutto, un briciolo di attenzione. Da questo punto di vista, i blog sono altrettante urla dal silenzio - che spesso restano silenziose -, a significare un mondo di graffitisti anonimi e moderatamente disperati, convinti di avere qualcosa da dire e in cerca di qualcuno che ascolti.
I blog letterari, gestiti cioè da donne e uomini che praticano, o vorrebbero praticare, una forma di espressione letteraria, costituiscono a loro volta una buona fetta della «blogosfera». La notte dei blogger raccoglie diciassette racconti scritti da altrettanti blogger su invito della curatrice, il cui unico filo conduttore è la notte - regno prediletto degli internauti. Il risultato, naturalmente, è disomogeneo; Lipperini del resto desidera fotografare un fenomeno, non promuovere una nuova scuola di giovani scrittori da sostituire magari agli oramai appassiti «cannibali». Colpisce tuttavia, a proposito di «cannibali», la quasi totale assenza in questi testi del sesso, dell'estremo esibito con voluttuosa precisione, della violenza scrupolosamente descritta. Molti sospettavano che la materia narrativa scelta dai giovani scrittori pulp fosse un trucco per richiamare l'attenzione e nascondere una sostanziale mancanza di talento: La notte dei blogger ne è in qualche modo la conferma, perché i racconti migliori mostrano una consapevolezza letteraria più avvertita e una strumentazione più raffinata, che deve molto alla nuova letteratura americana di Dave Eggers, di David Foster Wallace, degli scrittori raccolti intorno alla rivista di culto McSweeney's. Nessuno mi può giudicare di Gianluca Neri racconta per esempio l'impossibilità di ricostruire le responsabilità di una strage in un grande magazzino; E il tram di mezzanotte se ne va di Eloisa Di Rocco mette in scena un quadretto familiare venato di sottile inquietudine: in entrambi i casi, tuttavia, l'aspetto senz'altro più importante è la struttura del racconto, che procede con una scrittura asciutta e «minimalista» per punti di vista alternati (nel racconto di Neri) o con rapidi flash dall'incerta sequenza temporale (in quello di Di Rocco).
Altri racconti sono assai più esili, o si riducono al semplice gioco ad effetto; altri ancora risentono dell'influenza del fumetto e del cinema: tuttavia, l'impressione prevalente è quella di una maturità ormai non lontana. Dovrebbero però, i bloggers nostrani, rinunciare allo stucchevole infantilismo delle loro autopresentazioni: non si può scrivere di sé «vive, scrive e mugugna a Trieste», «sostiene di essere maschio», «ancora non è morto», «convive perché gli sembra più originale» e analoghe scempiaggini. È vero che la tecnologia, come è stato osservato, ci fa spesso regredire ad uno stato adolescenziale: resistere a questa deriva fa tuttavia parte del gioco.

AA.VV - a cura di Loredana Lipperini - La notte dei bloggers - Einaudi Stile Libero - € 12.50


Pubblicato da Giuseppe Genna , il Martedì 9 Novembre 2004

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