Brevi recensioni dalla sottocultura italiana degli ultimi tempi: De Carlo, Faletti, Mazzantini, Brown, Caldwell & Thomason, Agnello Hornby, Follett, Moccia, Stilton
[Tutti i libri qui sommariamente recensiti sono stati tra i primi dieci romanzi più venduti in Italia, nel bimestre ottobre/novembre. Perdonate se non comunico, secondo una pratica filologicamente scorretta, titoli editori e prezzi di questa debordante ondata di materia organicamente utile a rivivificare i campi di coltura del mais. gg]
Dall’aletta dell’ultimo romanzo di Andrea De Carlo: “De Carlo costruisce un romanzo a più voci in cui racconta delle nostre aspirazioni e contraddizioni, dei rapporti d'amicizia e d'amore, delle paure, delle manie, dei sogni nascosti”. Nostre? La mia aspirazione è eliminare qualunque copia di romanzi di De Carlo da Macno in poi, la mia contraddizione è averne condiviso l’editore, i miei rapporti di amicizia non includono De Carlo e quelli d’amore non contemplano la presenza Eleonora Giorgi, di paure ho quella che De Carlo diventi un Nobel come Fo, ho la mania di appiccare il fuoco con l’accendino a ogni pagina di ogni nuovo romanzo di De Carlo, il mio sogno nascosto è vedere De Carlo fare outing e venire cacciato da un Gay Pride. Quindi Giro di vento è questa storia? Oppure un sottotitolo all’uscita da Mondadori del piacione? Perché sul fatto che si tratti di un romanzo a più voci, non c’è dubbio: sono in tantissimi, infatti, a coltivare esattamente questi miei sogni, queste mie paure, queste mie manie.

Dall’incipit dell’aletta dell’ultimo romanzo di Giorgio Faletti: “Che cosa unisce Jordan Marsalis, fratello del sindaco di New york ed ex tenente di polizia, e Maureen Martini, commmissario di polizia a Roma? Apparentemente nulla”. No, non apparentemente: proprio nulla, il Nulla.
Dall’incipit dell’aletta dell’ultimo libro di Margaret Mazzantini: “Quest’ultimo agile libretto di Margaret Mazzantini”. Il Nulla, dunque, è agile e diminutivo e misura 66 pagine.
Fate accoppiare l’ispettore Derrick e il cardinal Tonini: dal coito, viene fuori esattamente Il Codice Da Vinci di Dan Brown.
Fate accoppiare l’ispettore Derrick e il cardinal Tonini: dal coito, viene fuori esattamente Il Codice dei Quattro di Caldwell & Thomason.
Simonetta Agnello Hornby ha scoperto che Signora la marchesa! ha un nipote e la marchesa è diventata zia, e ci ha fatto su un libro di 322 pagine. Piuttosto succoso e imperdibile, a sentire l’aletta: “La vicenda rivive grazie ai ricordi di Amalia, balia di Costanza, che racconta alla nipote Pinuzza gli anni passati a servizio in casa Safamita”. Pur di non perdermi Pinuzza, lo leggo.
Sembra che a scrivere la quarta di copertina dell’ultimo romanzo di Follett sia la voce della cabina teologica di THX 1138 – L’uomo che fuggì dal futuro. Oppure Giorgio La Malfa. Giudicate voi, descrizioni come queste rendono inutile l’invenzione della realtà virtuale: “Ricorrendo all’espediente narrativo della corsa contro il tempo, l’autore intreccia una trama piena di tensione, che riesce a trasportare i lettori in prima linea al fianco degli attori della vicenda. I personaggi, originali e ben caratterizzati, con le loro passioni, le loro debolezze e le loro intuizioni, completano il quadro, dando vita a un romanzo che offre una piacevole lettura, spettacolarità e spunti di riflessione sul tema attuale della minaccia biologica”.
La quarta di copertina del libro di Federico Moccia è stata rinvenuta da G.I. americani in un campo di addestramento di Al Qaeda, insieme a bersagli con la faccia di Bush e Blair: “Le ragazze vestono secondo le mode dell'ultimo minuto. I ragazzi girano con i loro scooter o, meglio, con la BMW lunga, magari rubata al papà. Le ragazze si preparano ad incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, Stefano, detto Step, e Babi si incontrano. Lei ottima studentessa, lui ottimo picchiatore, violento, passa i pomeriggi in piazza davanti al bar o in palestra, la sera in moto o nella bisca dove gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Un romanzo di vite quotidiane, di noia, di fatica, di adrenalina e di violenza”.
La quarta dell’ultimo Geronimo Stilton è stata ritrovata invece direttamente in una grotta che aveva ospitato Osama Bin Laden: “Hai mai avuto paura del buio? Io sì, e anche dei fantasmi, dei ragni, degli spazi chiusi... Finché un giorno sono capitato in un castello misterioso, dove ho vissuto tante incredibili emozionanti avventure. Così, con l'aiuto dei miei amici, ho scoperto il segreto del coraggio! Leggi il libro e scoprirai anche tu questo segreto. Solo allora potrai portare questa speciale medaglia numerata: la medaglia del coraggio di Geronimo Stilton!”.