I Miserabili
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Exley: Appunti di un tifoso

"Mi sono spesso domandato come sarebbe diventato il giovane Holden da grande. Adesso ho la risposta: come Fred Exley" scrive Flavio Santi nella prefazione ad Appunti di un tifoso, l'autobiografia finzionalizzata del geniale autore americano Frederick Exley, riproposta a quasi quarant'anni dalla sua uscita grazie alla casa editrice Alet. Di questa nuova realtà della piccola editoria italiana ci siamo già occupati, ma vale la pena di spendere nuovamente un elogio per il catalogo più bello di letteratura straniera che si sia visto negli ultimi tempi nelle nostre desolanti librerie. Il merito va in gran parte ascritto a Simone Barillari, uno che la grande editoria deve affrettarsi a eleggere come intellettuale di riferimento. Non foss'altro per la qualità degli apparati, degli esaltanti risvolti, prefazioni, explicit e documenti che accompagnano la confezione dei libri Alet, dovremmo ringraziare. Questa è una scossa salutare a tutta la nostra editoria.
Detto ciò, che esula dal romanzo in questione, si consideri Exley un'autentica riscoperta che vi farà rizzare i capelli in testa per i brividi di piacere e di schifo che la sua narrativa è pronta a trasmettere dalla prima frase. Un po' come accaduto con Revolutionary Road di Richard Yates, Appunti di un tifoso è letteratura allo stato puro per il godimento e la meditazione, come già ai tempi confermò l'iperbolico giudizio che ne diede il New York Times: "La migliore opera americana dopo Il Grande Gatsby".

exleypic.jpgSommariamente, la trama, che ad alcuni importa e a me no, ma comprendo le esigenze e vado a narrare il supposto plot. Esso coincide con un personaggio il quale coincide a sua volta (ma soltanto in apparenza) con l'autore. Fred Exley, doppio autobiografico ma anche finzionale dello scrittore, è un feticista del football americano, coltiva un'ossessione compulsiva ed esistenzialista per i Giants di New York. La sua vita fa cagare. Vive in una sorta di limbo provinciale americano che, considerato sulla lunga distanza, è la Twin Peaks antelitteram in versione letteraria. Fa il professore ed è un ubriacone. Fuma e rompe le palle. C'è in ballo un divorzio, sua moglie chiede l'affido dei gemellini di due anni. Parlare del suo lavoro sarebbe avvilente, oltre che comico. Fred è uno straccio e a salvargli la vita intervengono unicamente i weekend al pub, dove consuma una spettacolare ciclotimia hooligan per i Giants. Questa ciambella di salvataggio esistenziale non è una panacea: gli consente unicamente di osservare con maggiore acribia lo schifo che comunica la sua esistenza da alienato consapevole di sé, della rovina del linguaggio e del desiderio a cui è andato incontro. C'è un termine di paragone altrettanto spettacolare rispetto alla spettacolarmente livida discesa agli inferi di Ed: ed è Frank Gifford, storica e reale stella dei Giants, suo ex compagno di scuola, autentico feticcio fatto di etere tv e di memoria umana, su cui Ed concentra la propria nevrosi, che nel frattempo si è estesa fino a contaminare tutta la sua vicenda esistenziale.
De hoc satis. Vorrei ora ragionare, sempre per suggestioni, su questo capolavoro della letteratura borghese/pauperista: uno strabismo che dovrebbe superare distinzioni che ormai non reggono più, e che in tempi di eliminazione culturale della classe media proietta il romanzo di Exley in un'attualità luminosa, che fa scattare il riconoscimento e l'identificazione.
Anzitutto, lo sport. Questo sport non è uno sport, ma un'ossessione individuale vertiginosa, non semplicemente un fenomeno sociale. Poiché il romanzo di Exley è strabico, sono due i riferimenti principali che mi vengono alla mente, per accostare l'aura abbagliante che il football di Fan's Notes emana. Uno è sicuramente il baseball di DeLillo. In Underworld, il baseball diventa un non occasionale filo rosso intorno a cui si muove la storia americana. E' la prosopopea riportata in vita: l'artificio retorico per cui nell'epica classica gli oggetti cantano le gesta mitiche di comunità mitologiche in movimento. La palla da baseball il cui arco percorre la storia contemporanea degli Stati Uniti è un'atmosferica occorrenza narrativa che, avendo molti corpi che si sovreppongono alla traiettoria di quella sfera, rende conto della vita interiore e della morte annunciata di una comunità che si pretende imperiale. Se Underworld fosse concentrato in un unico io parlante (straparlante) avremmo Appunti di un tifoso di Frederick Exley, fatte salve certe determinanti differenze. Tra le quali, l'ossessione esistenziale che va a sostituire il protocollo paranoide e cosmogonico che DeLillo enuncia quale poetica centrale. In questo, il testo contemporaneo più vicino al libro di Exley è piuttosto Body Art dello stesso DeLillo (del quale, in quarta di copertina del romanzo di Exley, appare una lettera originale e stratosferica allo stesso Exley).
Però c'è un altro riferimento che va a comporre la coppia di pupille con cui Exley guarda all'interieur del suo protagonista, di sé e degli altri. Mi pare che il riferimento da farsi, sul coté opposto a quello di DeLillo (ma, per certi versi, coincidente con DeLillo) sia The Universal Baseball Association, Inc. di Robert Coover. Il baseball di Coover è filtrato da un'ossesione immaginativa che, qui da noi, dà corpo al Fantacalcio. Questo piano immaginativo diviene progressivamente cosmogonico: la realtà e l'immaginazione divergono, il sistema virtuale della Lega parallela prende i contorni di una realtà effettiva. Non c'è dubbio che è quanto accade al rapporto libidico e cerebrale che si instaura tra il protagonista di Appunti di un tifoso e la tv che illumina lo spazio semibuio del pub in cui egli compie bilanci continui e disomogenei sulla propria esistenza.
E tuttavia sia DeLillo sia Coover imprimono alle loro allegorie sportive un'accelerazione metafisica che appare totalmente estranea all'intento poetico di Exley. La sua meditazione è di ordine profondamente esistenziale. Mentre DeLillo e Coover completano il ciclo epico inscenando una cosmogonia e quindi un helter skelter, Exley racconta soltanto una decadenza che slitta all'indefinito. Il suo punto di vista non è psicologico: è psichiatrico, ma senza salti verso chissà quale trascendenza. In questo profilarsi delle montagne russe che il monologo interiore di Fred Exley si autodisegna, Appunti di un tifoso va a coincidere dunque non con la tradizione postmoderna americana, bensì con quella ebraica statunitense, e soprattutto con la prima metà di Pastorale americana di Philip Roth. Il memorabile personaggio dello Svedese sembra una sintesi perfetta tra Frank Gifford (la star dei Giants) e Fred Exley, il suo fallito ex compagno di corso. Lo Svedese, campione di football al college, non compie il salto epico che è la più immediata chance poetica fornita da qualunque riferimento allo sport di massa (ai tempi di Exley, però, si trattava uno sport di massa rusticano, un po' come da noi il calcio nell'era Sivori). Quel campione è diventato un padre di famiglia e, quel che più importa, un padre fallimentare, inspiegabilmente fallimentare. Il ciclo semiepico di Roth fa perno sul personaggio complementare allo Svedese, quello della figlia vegano-terrorista. Exley addirittura evita questa suggestione, riuscendo a tenerla sospesa. I rapporti con le donne che intrattiene il suo omonimo protagonista sono proprio grazie a quest'opera di sospensione, da antologia della letteratura americana. In tempi recenti, che io mi ricordi, due autori europei si sono precisamente posti, non so quanto consapevolmente, su questo devastante discrimine tra libido e gelo della realtà: sicuramente Houellebecq, che fa dell'impotenza per saturazione un punto qualificante della sua poetica; e, in Italia, il primo racconto di Camerati, esordio narrativo di Antonio Franchini. Non ricordo altri momenti di pura e delusiva allucinazione che raggiungano l'esito dei vani tentativi della povera Bunny, richiamata in vita da un Exley che, evidentemente, intercettava esattamente ciò che Cheever e Yates hanno ai tempi percepito: l'impotenza sessuale come allegoria che divora il mondo e l'io.
Appunti di un tifoso di Frederick Exley è il romanzo straniero più innovativo che sia stato pubblicato in Italia nell'ultimo anno, insieme a Gli Schwartz di Matthew Sharpe. Ed è un romanzo di quarant'anni fa: riflettiamo su ciò.

Frederick Exley - Appunti di un tifoso - traduzione di Maria Baiocchi - Alet edizioni - 21 euro




Pubblicato da Giuseppe Genna , il Giovedì 24 Febbraio 2005

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