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Da Eliot a Pontiggia a Perec a Flaubert, Proust, Frankenstein: nuovo delirio 24sette.it
Sempre avendo presente l'invito a non perdersi l'archivio, che sta diventando vieppiù denso, vi segnalo nuovi speciali, interviste, testi, interventi e repechage iperletterari che ho pubblicato su www.24sette.it:
• Worldwide Flaubert
Da Baldacci a Scaraffia a Mozzi: Flaubert superstar, anatomizzato come un colossale corpo letterario, in uno slalom tra Bouvard e Pécouchet, Salambò e M.me Bovary.
• Frankenstein!
Covacich: “Com’è possibile dar corpo all’anima? Com’è possibile assemblare pezzi di cadavere e cavarne fuori la vita? Com’è possibile un essere umano partorito dalla scienza, prima della biogenetica, prima della clonazione? Com’è possibile un mostro per troppa bontà? Miracoli della letteratura.”
• Zolla, il conoscitore di segreti
Uno speciale su uno dei massimi eruditi e antropologi delle tradizioni religiose del Novecento: Elémire Zolla, l'uomo che è disceso nell'Ade occidentale per riportare alla luce segreti universali.
• Hobsbawm: lo scandalo del Secolo breve
Il capolavoro saggistico dell'insigne storico Eric Hobsbawm ottenne a fine Novanta un'inaspettata censura in Francia. Un caso emblematico di lotta tra anticonformismo e poteri forti...
• Perec: La vita istruzioni per l'uso
La struttura compositiva dell'opera di Georges Perec disvela la maggior parte degli interrogativi sul testo. Paolo Beneforti ne illustra la scheletratura, le mappe, i segreti passaggi...
• Intervista a Spender: su T.S. Eliot
L'autore de La terra desolata nel ricordo di un altro grande poeta inglese, Stephen Spender: un'intervista straordinaria apparsa sul Corsera nel '94...
• Giovanni Macchia: su Voltaire
Il Settecento trovò in Voltaire l' apostolo della ragione e della tolleranza: "Voleva svestire l'uomo della sua eterna ombra, delle fantasie paurose e bestiali inventate per rendere schiavi gli altri uomini".
• Raboni: la gelosia secondo Proust
Giovanni Raboni sulla costante potenza che muove blocchi continentali nel pianeta proustiano: la gelosia. Swann sotto la lente di ingrandimento di uno dei massimi intellettuali che ci ha consegnato il Novecento.
• Bel-Ami o del cinismo
Il romanzo che a Guy de Maupassant diede fama e denaro, e al nostro lessico un modo di dire in più, ed efficacissimo, per indicare un parvenu assetato di successo, irresistibile arrampicatore sociale.
• Citati e Pontiggia divisi dai classici
Un articolo di Doninelli, sul Corsera dell'ottobre '98: l'atteggiamento contrapposto e complementare di due grandi intellettuali a proposito della lettura dei classici...
• Intervista a Panikkar
"La fede cristiana usa simboli, non concetti. Il lento passaggio da simboli a concetti è invece responsabile della reificazione della fede. La religione non è soltanto mistica, ma senza mistica non è religione. Fede è più che fiducia".
• Intervista al Dalai Lama
'Fino a quando rimarrà lo spazio, fino a quando ci saranno esseri viventi, fino ad allora possa anch’io durare, per liberare il mondo dalla sofferenza".

Nuovo delirio umanistico-scientifico su 24sette.it
Sul portale letterario in progress di 24/7 continuano, a ritmo giornaliero, gli aggiornamenti di speciali, interventi, articoli, interviste, testi e repechage. Ecco le ultime cose notevoli che ho inserito (avvertendo che la grafica è cambiata nella colonna che riguarda questi aggiornamenti e invitandovi a dare un'occhiata all'archivio...):
• Fritjof Capra: La sfida del nostro tempo
"Riflettendo sul futuro, tutti noi membri della comunità mondiale di lettori e collaboratori della rivista, siamo consapevoli che l’ambiente non è più “un problema tra i tanti”. È il contesto di ogni altra cosa: della vita, degli affari, della politica. La grande sfida del nostro tempo è creare e tenere in vita comunità sostenibili, ovvero ambienti sociali, culturali e fisici nei quali possiamo soddisfare i nostri bisogni e le nostre aspirazioni senza danneggiare le generazioni future..."
• Stephen Hawking: 'La freccia del tempo'
"Quando si tentò di unificare la gravità con la meccanica quantistica, si dovette introdurre l'idea del tempo immaginario. Il tempo immaginario è indistinguibile dalle direzioni nello spazio. Se si può andare verso nord, si può fare dietro-front e dirigersi verso sud; nello stesso modo, se si può procedere in avanti nel tempo immaginario, si dovrebbe poter fare dietro-front e procedere a ritroso...' "
• Intervista a Roger Penrose
'Io non dico che non saremo in grado di costruire un marchingegno che possa sviluppare autocoscienza. Forse è possibile, anzi credo che un giorno potremo farcela. Ma quello che io credo è che certamente non sarà un computer a farlo, ci vuole qualcosa di diverso'.
• Incipit di Moll Flanders di Defoe
"Ci sono narratori nei quali l’illusione della realtà è così potente da diventare allucinatoria. Il più grande tra di loro è Daniel Defoe" — GIUSEPPE PONTIGGIA
• Pascal: Pensieri
Un apologeta della fede dallo spirito geometrico. Su foglietti sparsi annota meravigliosi guizzi di pensiero e di sentimento. Un filosofo attento alle ragioni del cuore, che ordina in una potente architettura un mare inesauribile di meditazioni e intuizioni.
• Paola Barbato: prima di Bilico
Nel 2002, Paola Barbato era già narratrice, ma non aveva ancora pubblicato lo straordinario thriller Bilico. Paola Barbato narrava Dylan Dog: era co-sceneggiatrice di Tiziano Sclavi. L'intervista che riportiamo risale a quel periodo: fumetti e letteratura, horror e splatter, quasi una dichiarazione d'intenti per la svolta Bilico...
• Vegetti: su Platone e Aristotele
Un'intervista al grande antichista e filosofo Mario Vegetti, prefatore de I miti di Platone che escono nella BUR: Aristotele e Platone messi a confronto.
• Severino: su Nietzsche
"E Nietzsche? Del suo pensiero è soprattutto la dottrina dell’eterno ritorno a rimanere un mistero per gli interpreti. E invece questa dottrina non solo ne è la vetta più alta (più alta di quanto non creda lo stesso Heidegger, che pure ha restituito Nietzsche alla dimensione che gli compete), ma è proprio lo straordinario pensiero che più di ogni altro solleva la tecnica al culmine delle sue possibilità".
• Saffo, la seconda ode ad Afrodite
Luciano Canfora: "Saffo, caposaldo della tradizione poetica greca. La sua opera fu presa in cura dai grammatici alessandrini e fu studiata e imitata dai poeti romani, ma non superò indenne il medioevo greco..."
• London: una lettura sulla Wilderness
Lo psicoanalista Claudio Risé legge Il richiamo della foresta di Jack London, interpolandolo alle deviazioni misteriose e arcaiche dell'inconscio. Un'interpretazione sorprendente di un romanzo senza tempo...
• Ravasi: Giobbe, il ribelle
Il Libro di Giobbe, curato dal grande teologo Gianfranco Ravasi, rimane la pagina più controversa e imperscrutabile dell’Antico Testamento. Così scrive San Gerolamo, traduttore della Vulgata: “Spiegare Giobbe è come tenere nelle mani un’anguilla o una piccola murena: più forte la prendi, più veloce ti sfugge”.
• Dumas, Gramsci e la letteratura popolare
Il giudizio moralistico che Gramsci vorrebbe cacciare dalla porta rientra dalla finestra, quando scrive a proposito del Conte di Montecristo: "(...) nel popolo il fantasticare è dipendente da un suo complesso di inferiorità (sociale) che determina lunghe fantasticherie sull'idea di vendetta, di punizione dei colpevoli dei mali sopportati, ecc. Nel Conte di Montecristo ci sono tutti gli elementi per cullare queste fantasticherie..."
• Gian Maria Volonté, Un attore contro
"Credo che Gian Maria Volonté sia stato il più grande attore italiano del suo tempo, senza nulla voler togliere alla grandezza di Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Alberto Sordi, icone immense del nostro cinema e del teatro e della televisione, ma profondamente altri, abissalmente diversi da Gian Maria" - Felice Laudadio
• Battiato e I 36 stratagemmi
Composto tra la fine della dinastia Ming e l’inizio di quella Qing, scoperto per caso in un mercatino di Canton intorno al 1940, I 36 stratagemmi è un libro avvolto dal mistero, da cui Franco Battiato ha mutuato l'idea che muove l'ultimo album Dieci stratagemmi.

Il caso VMO: chi sono VINCENZO e BASILE?
Quando sono rientrato dalla "vacanza" (impossibile fare vacanza quando si ha un'orticaria da stress, lo garantisco), mi attendevo centinaia di mail di spam ad avere invaso la mia casella. Immaginavo le solite cose: presidenti dello Zimbabwe che mi chiedono soldi, genitori di piccoli malati terminali inventati che mi chiedono soldi, profferenti di Viagra e Cialis che mi chiedono soldi, papiri in cirillico che si intuisce mi chiedono soldi. Ovviamente, questo spam c'era. Non immaginavo però di trovarmi, tra gli indesiderata digitali, ben otto mail di Vincenzo e Basile - deliranti pezzi di equivoco stile che veicolano insulti surreali e richieste esorbitanti. Per i non addetti va spiegato chi sono Vincenzo e Basile (nella foto, finta o vera che sia, a destra). Si tratta dei due gestori di VMO (http://vmo.splinder.com), un blog che è nato nei giorni della fuoriuscita di Moresco, Scarpa e Carla Benedetti da Nazione Indiana. Si può dire che Vincenzo e Basile siano un fan club Moresco Scarpa & Benedetti, aggiungendo che, sempre su indicazione di Carla Benedetti, hanno accolto con entusiasmo da hooligan l'uscita de La macinatrice di Massimiliano Parente. Con una prosa devastante, stracolma di refusi grotteschi e spesso maliziosi, Vincenzo e Basile (cagliaritani e omosessuali, come tengono a rivendicare con inusitata compulsione) danno mostra di conoscere alla perfezione tutta la scena letteraria ed editoriale, schierandosi con faziosissimo surrealismo per certuni e dando contro a certi altri. Tra cui - alàs - il sottoscritto. Ce l'hanno con chi fa thriller o vende molto, incensano al di là dei meriti chi critica adornianamente il mercato editoriale, sembrano sapere tutto prima che accada. Non si capisce bene se ci fanno o ci sono. Secondo me ci fanno: dietro Vincenzo e Basile si nasconde, a mio parere, un addetto piuttosto importante delle patrie lettere. Ciò non toglie che, a tratti, il loro blog, impaginato con un html che è eufemistico definire criminale, risulti esilarante: è un cult, a mio parere, anche se questi due allucinati (o chi si nasconde dietro i loro personaggi) mi stanno abbondantemente antipatici.
Bollati Boringhieri annuncia MINDFULNESS
Sta per arrivare il momento: Bollati Boringhieri annuncia per settembre l'uscita di Mindfulness , di Segal, Teasdale e Williams, il gruppo di neuroscienziati che ha elaborato i fondamentali protocolli di ricerca di Jon Kabat-Zinn, spalancando una porta da cui, a detta di molti, si passerà per approdare a una nuova psicologia, definitivamente sganciata dal paradigma psicoterapico di orizzonte freudiano e post-freudiano. Questo importantissimo testo è curato da Fabio Giommi [nella foto a destra], uno dei ricercatori di avanguardia che stanno aprendo in Italia l'orizzonte della MINDFULNESS BASED COGNITIVE THERAPY, e del quale è stata pubblicato sui Miserabili lo splendido intervento apparso su Reset.
Riprendo qui di seguito la scheda editoriale di Bollati Boringhieri e una breve nota su cosa sia la MINDFULNESS BASED COGNITIVE THERAPY.
Piperno, Colombati e Domanin su Dagospia!
[Che succede? Succede che Alessandro Piperno, Leonardo Colombati e Igino Domanin, i tre scrittori-rivelazione di quest'anno, si sono trovati a Biblioteca in giardino, manifestazione organizzata da Leonardo Pelo (il patron della giovane casa editrice No-Reply) e Alessandro Bertante (scrittore e giornalista di Repubblica). Un incontro letterario a Milano a luglio, da dieci anni, totalizza di norma 25 lettori-spettatori. L'altra sera ce n'erano 250. Tutta l'editoria milanese accorsa, da Rizzoli a Mondadori. Cronaca e riflessioni le faccio a parte. Qui si segnala un'ulteriore anomalia. Nel suo tipico stile alla Hush!Hush!, della serata si è occupato anche il mitologico Dagospia, la bibbia del gossip nostrano. Anomalia, certo, ma significativa alquanto. E' un'altra scena. Ecco l'articolo di Dago. gg]
Piperno arriva in vespa, Colombati con la moglie, Domanin è già lì, le zanzare anche e a centinaia. Milano, Biblioteca Tibaldi, in via Tibaldi, nello stesso stabile dove i milanesi fanno file estenuanti per avere permessi auto, lì, dietro quell'orribile edificio, c'è una biblioteca e un prato e nel prato, per l'estate, ci fanno cose di incontri di autori e di libri.
Uno «stile Rizzoli», perlustrando la galassia giovane
L’obiettivo di Stefano Magagnoli,
da direttore della
Fiction Mondadori
a editor della narrativa
italiana per la casa
di Maraini e Fallaci:
in autunno arriveranno
«Un giorno perfetto»
di Melania Mazzucco
e nuovi autori
di MIRELLA APPIOTTI
[da tuttoLibri]
Stefano Magagnoli
story. Macché scippo,
come è stato scritto. Il
salto di questo giovane
veterano dell'editoria da direttore
della Fiction Mondadori per
alcuni anni (ultimo suo merito,
non indifferente, l'avere difeso a
tutti i costi l'acquisizione del
Codice da Vinci) a editor della
narrativa italiana Rizzoli, ci è
raccontato da lui medesimo.
(Nuovi) Talenti letterari: Babsi Jones
Ha un blog, che caldamente invito a leggere in profondità. Ha una lingua, che caldamente invito a considerare una rarità. Ha cose da dire e sa come dirle. Ha un romanzo nel cassetto. E' una delle folgorazioni prosastiche che mi è stato dato esperire nel mio malcerto cammino esistenziale. Ne sono sicuro, sicurissimo: questa è una scrittrice autentica e sta per emergere. L'ho incontrata sabato sera per parlarle e confermo: è sufficientemente devastata per essere una scrittrice e ama sufficientemente Bill Burroughs per fare ciò che pensa. Sul suo talento, non discuto. Si farà DI TUTTO per portarla alla luce. [gg]

di BABSI JONES
42 gradi centigradi, Geek Bar, angolo a 90° fra strada A e strada B, perfettamente equivalenti per numero di mignatte sui muri (e relative dimensioni di muri e di succitate mignatte); tossica pechinese, passamontagna e guanti senza dita, un fagotto di Bibbie in coreano e Pall Mall Special Edition San Francisco acquistate con i proventi della sua ultima marchetta mi si avvicina. La voce è inconfutabilmente campionata. FATTI UN FILM, mi dice, NON COSTA MOLTO. L'ho già veduto in sala montaggio: servono dosi inammissibili di lirismo e di manette arrugginite, pagine regolari e manoscritte che debbo aver conservato in scatole siciliane di orrida fattura artigianale, intagliate con disegni che anche se osservati a lungo tracciano, esagerando, la mappa della linea uno da Sesto 1° Maggio a Molino Dorino.
Su STILOS: esperienza dell'incipit di Perceber
STILOS, l'eccellente settimanale di letteratura diretto da Gianni Bonina e finora pubblicato come supplemento del quotidiano La Sicilia, ha esordito in quanto testata autonoma. Si tratta della migliore rivista letteraria d'Italia. Esce ogni quindici giorni, a colori, con un numero di pagine sorprendente. Gianni Bonina, il direttore, che da anni realizza un'opera di incessante e caparbia costruzione del discorso letterario in Italia, ha inaugurato la rivista con l'editoriale che Giulio Mozzi ha pubblicato in Vibrisse. L’abbonamento annuale a STILOS costa 20 euro ed è possibile sottoscriverlo intestando il versamento a Amministrazione Stilos Viale O. da Pordenone 50, – 95126 Catania, conto corrente postale n. 218958.
Nel prossimo numero di STILOS, un breve intervento di carattere esperienziale, e non critico, è stato chiesto al Miserabile Scrittore circa Perceber di Leonardo Colombati. Essendo impossibile riassumere l'esperienza di lettura di un simile maelstrom narrativo in soltanto 1.700 battute, mi sono dedicato a un momento apicale del libro: l'incipit.
Manchette Tribute su Carmilla
Serge Quadruppani, Valerio Evangelisti e il sottoscritto: Carmilla è innamorata di Jean-Patrick Manchette e gli dedica tre interventi d'autore. Viene riproposta una storica postfazione di Evangelisti a Un mucchio di cadaveri, autentica dissezione poetica del corpus letterario di Manchette. Serge Quadruppani - che, insieme a Hoellebecq e Forest, il Miserabile Scrittore considera il migliore scrittore contemporaneo francese - regala a Carmilla un eccezionale intervento di carattere storico-biografico, nella traduzione di Maruzza Loria: assolutamente imperdibile. Il Miserabile, secondo logiche critiche al solito impazzite, compila un autentico Atto di amore per Jean-Patrick Manchette, in occasione dell'uscita di Pazza da uccidere (Einaudi Stile Libero Noir).
E' un omaggio complessivo - e complesso - a un geniale scrittore che ha segnato il nostro tempo. La chiosa più rappresentativa di questo tributo di Carmilla a Manchette l'ha espressa Quadruppani:
Non ignoro con quale ironia egli leggerebbe questa specie di elogio funebre. E l’immagino, il mio caro complice, nella pelle di Griffu, quel personaggio del fumetto che scrisse per Tardi, quel personaggio che, alla fine, quando è morto, ci dice: “ Qui, dove sono, rido ”. Là dove è ancora oggi, cioè imboscato dietro le sue frasi, Manchette ride. Ride alla faccia del mondo intero, e se ne fa beffe. E noi, con il suo aiuto, continueremo a farci beffe del mondo, prima di trasformarlo.

La letteratura italiana 2005: i semifinalisti dello Strega

Questi sono gli scrittori che il Premio Strega ha selezionato per rappresentare la letteratura italiana nel 2005 e da cui verrà scelta la "cinquina" dei finalisti. Tra Maurizio Maggiani, all'estrema sinistra, e Maurizio Cucchi, all'estrema destra, si stende lo spettro della narrativa italiana, composto da Alberto Capitta, Rosalba Conserva, Giuseppe Conte, Giovanna Giordano, Enzo Muzii, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Beppe Sebaste, Paolo Teobaldi (che non c'è nella foto, ingrandibile cliccandoci sopra).
Nuovi Argomenti, il McSweeney's italiano
- Nell'ultimo numero, "Atlantide", un'antologia di narrazioni scatenate. Tra gli autori: Pincio, Wu Ming 1, Mozzi, Piperno, Colombati, Domanin, Lagioia...-
E' in tutte le librerie il numero 30 di NUOVI ARGOMENTI, la storica rivista fondata da Carocci e Moravia, che sta rappresentando al meglio la scena letteraria di questi ultimi tempi. Una caterva di autori e testi interessantissimi prelude a quella che potremmo considerare un'autentica antologia della narrazione italiana contemporanea, e che dà il titolo al numero intero: Atlantide. Luoghi e personaggi sommersi. C'è un inedito assai bello di Marc Augé, che si sbarazza della dittatura immaginale dei nonluoghi. Poi, tra i molti intervenuti, Roberto Saviano, Gianni Biondillo, Francesco Pacifico, il sublime Gianni Clerici (forse il vero erede di Brera), Alberto Arbasino, inediti di Durs Grünbein e René Daumal, Jean-Michel Maulpoix, Franco Buffoni, Massimo Onofri. Fino al culmine dell'antologia: pezzi di narrativa scatenata che trasformano questo numero di NUOVI ARGOMENTI in una sorta di McSweeney's italiano. Sono racconti dedicati a personaggi o eventi che hanno costruito l'immaginario di scrittori contemporanei come Tommaso Pincio (Kurt Kobain), Alessandro Piperno ('a Lazio), Mario Desiati (Fantozzi e Bellow), Massimiliano Parente (Betty Page), Leonardo Colombati (Buffalo Bill in trasferta a Roma), Giulio Mozzi (il generale Cadorna), Nicola Lagioia (Oronzo Canà), Flavio Santi (Freddie Mercury), Igino Domanin (Magnum P.I.), Silvia Magi (Ian Curtis dei Joy Division). Una strana eccezione: due racconti di questa antologia furibonda sono dedicati al medesimo personaggio, e cioè Franco Battiato. Ne sono autori Wu Ming 1 e il Miserabile Scrittore.
Moresco e Mozzi: smottamento nella Rete degli scrittori
Come dice Loredana Lipperini, due commiati in un giorno: Moresco e Mozzi.
Antonio Moresco si congeda pubblicamente da Nazione Indiana.
Giulio Mozzi pone un termine al suo diario di Rete.
Sono motivazioni differenti, ma è certamente una mezza rivoluzione nel nostro Web letterario. Le motivazioni sono differenti anche per la diversa storia personale, e qui si intenda, per storia personale, la familiarità con la scena digitale. Va ricordato che Giulio Mozzi è in assoluto uno dei fondatori del network letterario di Rete in Italia. Cominciò nei Novanta con recensioni su Nautilus e spedendo il formidabile bollettino elettronico Vibrisse, al quale torna a dedicarsi anima e corpo, ora che lo ha trasformato in blog. Nel frattempo, partecipa a Medicine Show e gestisce Perceber. Fa il direttore editoriale di Sironi, gira l'Italia come un dannato per promuovere ovunque la letteratura, tiene corsi e seminari. Lavora anche di notte: fa editing insospettato. In più, scrive libri.
Moresco ha capitanato la traslazione di un gruppo, con relativo allargamento, dall'operazione Scrivere sul fronte occidentale a Nazione Indiana. E' un cultore del divenire: abbandonando il blog multiautore, si dichiara disponibile a nuove avventure digitali.
E', in ogni caso, una mazzata per la scena letteraria attuale.
Due pagine del Times su 54 di Wu Ming!
 [Non capita tutti i giorni. Meglio: non capita mai. Che il Times inglese dedichi due pagine di recensione e intervista a un libro scritto da italiani è un evento e come tale va celebrato. Insomma, 54 dei Wu Ming in edizione britannica ha fatto strike: in un madornale servizio, James Eve celebra il collettivo bolognese con giudizi entusiastici, riportando ampie dichiarazioni del primo e quarto membro dell'autore collettivo. Si accolga tutto ciò con gioia sfrenata: è un fatto importantissimo per TUTTA la narrativa italiana. L'inghilterra si sta dimostrando il tallone d'achille del sistema linguistico e culturale dominante, dedicando a Pincio, Carlotto e Ammaniti, a più riprese, spazi a cui la nostra letteratura non era abituata (quanto al sottoscritto, rammento il Financial Times e la paginata sul Guardian). Da ricordare, negli USA, l'uscita di Q, il successo di Io non ho paura e la doppia edizione in hardcover ed economica di Ishmael. Dopo la svolta in Italia, il fronte si sposta fuori. I prossimi anni vedranno gli scrittori italiani in prima linea proprio all'estero: sarà divertente ed educativo. gg]
Uno stralcio dallo speciale a due pagine che il Times dedica a 54 di Wu Ming, leggibile in traduzione italiana integrale sul blog di Loredana Lipperini: La trama è una formidabile impresa d'immaginazione, si muove senza sosta tra Bologna, Napoli, la California, Mosca, Dubrovnik e Marsiglia. Dice Guglielmi: "Questo tipo di letteratura di ampio respiro, con molti personaggi e spostamenti intorno al mondo, non è granché individualistica. Ha una dimensione corale." Aggiunge Bui: "Un romanzo corale non può essere letteratura intimistica, a sfondo familiare. Quello è un altro genere, che ha i suoi estimatori, ma noi non siamo tra questi. Preferiamo mostrare tutta la complessità della vita, tutte le sue possibilità, tutti i suoi personaggi. Siamo massimalisti, non minimalisti."

Gli Illuminati! e Hunter Thompson su Carmilla
 Per coloro che non frequentassero Carmilla on line (e a cui consiglio vivamente di frequentarla) ma fossero irresistibilmente quanto inspiegabilmente attratti dalle recensioni del Miserabile Scrittore, segnalo due pezzi che ho pubblicato sulle pagine del sito/rivista diretto da Valerio Evangelisti. Sono due recensioni dedicate a titoli rimessi in catalogo dalle gloriose edizioni ShaKe: il primo volume della trilogia Illuminati! di Robert Shea e Robert Anton Wilson, intitolato L'occhio nella piramide (qui la recensione), e l'impareggiabile gonzo reportage sugli Hell's Angels firmato dal molto compianto (qui il mio lamento funebre) genio di Hunter Thompson (la recensione è qui).
Il Miserabile difende Dan Brown contro la Chiesa
Un cardinale che si chiama Bertone ha lanciato l'anatema [vedi qui] su Il Codice Da Vinci di Dan Brown, che è un libro che fa schifo ma è comunque un libro [nell'immagine a fianco, l'elaborazione baconiano del Papa Innocenzo X di Velazquez]. Contro questa presa di posizione della Chiesa Cattolica, che per un umanista come me non esiste (tanto la presa di posizione quanto la Chiesa stessa), sono intervenuto in difesa della libertà di espressione a Fahrenheit, l'indispensabile contenitore culturale di RadioTre. La mia controparte nel dibattito è stata a dire poco sublime: si trattava di Massimo Introvigne. E' il mio ultimo intervento pubblico per un po'. Poi parto per l'Antartide e non mi si vede né si sente più.
CLICCA QUI PER ASCOLTARE FAHRENHEIT
Esce Vertigine 5: da Pincio a Pasolini...
È uscito il quinto numero di Vertigine, periodico di scrittura e critica letteraria, a cura di Rossano Astremo. Il quinto numero, dal titolo "merda d'autore", raccoglie i testi inediti di alcuni degli scrittori più interessanti del panorama letterario contemporaneo. All'interno: Au lecteur di Nicola Lagioia, Copisteria di Claudio Morici, Sui pedigree di animali domestici e poeti selvatici di Tiziano Serra, Lento ritorno a casa di Massimiliano Zambetta, Le vacche di Bagdad di Manila Benedetto, Versi dal viaggio in Brasile di Wu Ming 1, Vernissage di Roberto Lucchi, Apocalypse Rome di Tommaso Pincio, 16 chiavi di Stefano Donno, Intervallo. Pensieri che lavorano inosservati di Francesco Pacifico, L'ultimo amante di Rodolfo Valentino di Mario Desiati, Il Merda (Visione) da Petrolio di P.P.P. di Luciano Pagano.
'Nuovi Argomenti': TUTTI A CASA
L'ho già scritto, ma sono felice di ripetermi: Nuovi Argomenti è la rivista di letteratura più bella d'Italia. E' la più innovativa, la più prestigiosa, la più affidabile, la più sorprendente. Ed è anche un luogo che, a oggi, assurge a un ruolo fondamentale: secondo me, è su Nuovi Argomenti che si sta facendo la comunità e il dibattito letterari del nostro presente. Nuovi Argomenti (edita ora da Mondadori, al prezzo di 10 euro) fu fondata da Alberto Carocci e Alberto Moravia nel 1953 e ha fatto il tessuto connettivo della letteratura italiana per decenni. Il prepotente ritorno di questa testata sulla scena letteraria avviene in coincidenza con un ben più prepotente ritorno: quello della scena letteraria stessa.
Qui di seguito, i contenuti che troverete su questo numero imperdibile. A voi recarvi in libreria e chiedere un pezzo di storia e di futuro del vostro tempo.
A Fahrenheit Sanguineti Centovalli e il Miserabile
Ieri, intervento del Miserabile Scrittore a Fahrenheit, l'imprescindibile trasmissione unica di cultura nell'etere italiano. Si discuteva di Gramsci e le Lecciso (si può ascoltare la puntata cliccando qui), con Edoardo Sanguineti e Benedetta Centovalli del dibattito che Loredana Lipperini ha rilanciato prendendo spunto da un articolo sociologico dell'Espresso a firma di Carla Benedetti sulla cosiddetta "monocultura del bestseller". Edoardo Sanguineti ha detto che bisogna investigare il nesso tra ideologia e linguaggio per capire il presente e ha usato le parole "giovinetti" e "cinematografo". Segnalo la sbobinatura commentata fumettisticamente del dibattito, pubblicata da Azioneparallela: è come assistere alle webcronache delle partite su repubblica.it - un'autentica performance di rete.
Siete 5.000 al giorno
Il balzo mi ha lasciato attonito. Da un mese a questa parte, più di 5.000 Miserabili Lettori diversi vengono quotidianamente a leggere almeno un articolo su queste pagine. Ogni giorno, le Miserabili Pagine sfogliate ammontano a più di 8.000.
Cosa devo dirvi? Grazie. Davvero: grazie.
Fonderemo una setta.
Prenderemo il potere di un consiglio di zona e inaugureremo una Comune di Liberi Lettori, invieranno i carri armati, moriremo ma almeno saremo felici perché siamo insieme.
Qui di seguito, in forma di ringraziamento, l'incubo contro cui sto lottando - motivo per cui, aguzzate gli uditi: se vi capita un lavoro fisso per le mani, offritemelo.
Genna san, intanto, vi ringrazia: uno per uno, con un bacino in fronte. ;-)
PS. Dimenticavo: sto per dare un annuncio sconcertante, nell'aggiornamento di questa notte, che quindi potremmo chiamare annottamento. Stay tuned, stay with us! E adesso, il mio incubo...
Oh oh! Mi è semblato di vedele un gatto...
Dagospia, la bibbia del gossip e della grande comunicazione tra Potenti, si occupa oggi di una cosa di cui i Miserabili stanno per occuparsi: il nuovo miserabile lavoro di Gilberto Squizzato [nella foto, che si ingrandisce con un clic]. Ecco cosa ne dice l'impagabile Dago (grazie, Dago!):
Alla sede Rai di Milano fiction "low budget" contrariamente a Roma che spende e spande. Primo ciak oggi per Rai Tre di SUOR JO del regista Gilberto Squizzato, autore di numerosi lavori televisivi a basso costo al confine fra cronaca e racconto cinematografico, il cosidetto "real movie" dove imperversano i giovani con i loro problemi (satanisti, affaristi, speculatori finanziari, ecc.) Come sempre nei film di Squizzato interpreti alle prime armi e attori presi dalla strada. L'unica professionista è l'attrice Rossella Gardini da sempre sul set dei film del regista milanese, abituato a tirare la cinghia realizzando però prodotti di qualità spesso premiati dalla critica durante le rassegne internazionali.

Littizzetto: Col cavolo
Ieri Harmony, oggi Mondadori. La nota casa editrice Mondadori, sul suo sito, dà in questo momento ampio risalto a un evento letterario eccezionale: il titolo di punta è Col cavolo di Luciana Littizzetto, definita autrice di una "divina commedia della femminilità" (testuale). Col cavolo "chiude una mitica trilogia" (testuale).
Imperdibile il libro almeno quanto la scheda e le dimensioni della copertina che appare sul sito Mondadori. Eccole, dunque.
Penny Jordan: Sogno d'amore
Per la nota casa editrice Harmony, esce questo mese, a soli 5 euro e 20 centesimi, Sogno d'amore di Penny Jordan: ben tre romanzi in un unico volume (Inganno fatale, Ricordati di me e Un'alunna speciale), pubblicato nella prestigiosa collana "Collezione Extra". Vi giuro sulla mia parola che sono più leggibili e affascinanti di Dan Brown: leggeteli! Cominciate dalle brevi schede di presentazione che seguono!
Rivoluzione de i Miserabili
Se siete Miserabili Lettori, l'avrete notato: la grafica e la distribuzione dei contenuti di questo giornale elettronico sono cambiate. Cambierà anche la tipologia degli articoli? Non nell'oggetto, ma nelle modalità sì.
i Miserabili diviene una delle pochissime testate nazionali dedicate integralmente e approfonditamente alla letteratura.
E' probabile che, in allegato (settimanale o mensile), prossimamente i Miserabili esca anche in formato pdf, impaginato con grafica a sé e stampabile su carta.
Non è detto che i Miserabili non approdi, in formato cartaceo mensile, in libreria e in edicola: sono in corso contatti, si vedrà.
i Miserabili, fondato e gestito dal sottoscritto, diventerà probabilmente multiautore (cosa che già è, solo che sono io a fare il taglia&incolla; di pezzi altrui). L'invito a diventare un autore de i Miserabili sarà a mia esclusiva discrezione.
Cambia anche lo stile de i Miserabili: è terminata, a mia detta, una fase in cui, dallo stile paradossale si passava al rovesciamento dell'"opinione" attraverso iperboli. Ora si adotterà una concisione maggiore, in precisa imitazione dello stile delle recensioni giornalistiche di Pier Paolo Pasolini, recuperabili nel Meridiano degli scritti critici. La concisione non significherà lettura piana. i Miserabili sviluppa un linguaggio tecnico a cui ci si abitua continuando a frequentarli.
Qui di seguito, le istruzioni per l'uso del lupo: il lupo, si sa, è un Miserabile.
Perceber on line: il Capolavoro non è più Misterioso

http://www.perceber.com/
Ciao Miserabili Lettori.
Da oggi, questa cosa esiste.
Ciao.
g.
Il ritorno prepotente di Nuovi Argomenti
E' un ritorno prepotente sulla scena della letteratura italiana quello di Nuovi Argomenti (10 euro, in tutte le librerie), che si consuma nel momento (un lungo momento) in cui era fondamentale che una rivista di critica narrativa e poesia si imponesse. Il vuoto pneumatico a cui ci ha esposto per anni una società culturale refrattaria alla generosità, al rigore e all'impegno viene finalmente sanato. Non che la scena fosse priva di fermenti straordinari (faccio un nome su tutti: la rivista frame), ma sicuramente mancava un protagonista storico, centrale, che avesse una degna distribuzione in libreria, e che si facesse forza della serietà e del coraggio di scovare nomi nuovi e di discutere temi fondamentali della letteratura contemporanea, convocando una larga comunità di intellettuali (consolidati e/o esordienti) che dessero un segnale di svolta.
Il ritorno prepotente di Nuovi Argomenti sana questa assenza prolungata. Quest'ultimo numero (il 28) è, a mio parere, una prova di forza devastante. C'è un saggio di Leonardo Colombati su Thomas Pynchon che farei imparare a memoria a qualunque critico e a qualunque narratore. C'è la conclusione di un imperdibile reportage di Alessandro Piperno (scrive su Medicine Show, di imminente uscita un suo straordinario romanzo per i tipi Mondadori) nei luoghi bellowiani. C'è una sezione del prossimo libro di poesie di Mario Benedetti, Pitture nere su carta. C'è un bellissimo romanzo breve di Marco Mancassola, potentissimo. Ci sono stralci da romanzi "massimalisti" storici o ancora inediti, tra i quali svettano i brani e i progetti di David Markson e Massimiliano Parente. C'è un saggio su Gozzano di Andrea Gareffi che segnala la ripresa di una critica poetica appassionata e profonda. Flavio Santi dialoga col sottoscritto in un carteggio che pubblico sui Miserabili. Mario Desiati formula una scommessa sui versi di Claudia Ruggeri, poetessa scomparsa prematuramente nel 1996, finora quasi del tutto inedita e che, da quanto si capisce, sta sollevando entusiasmi febbrili. E poi: Gian Mario VillaltaBlog, Emanuele Trevi, Marco Giovenale, Francesca Vitale e molti altri.
Consiglio a tutti di fare la prova. Andate in una Feltrinelli, nella sezione riviste, e provate a sfogliare questo numero di Nuovi Argomenti: a caso, aprite e provate a leggere qualche riga. Sono certissimo che vi conquisterà.
Giallo Uno: è Pivetti il Lucarelli di Italia1
di Marco Zolin
[da .:SherlockMagazine]
Da martedì 7 dicembre in prima serata su Italia 1, l’ex Presidente della Camera, Irene Pivetti, condurrà Giallo Uno, programma, nato da un’idea di Luca Tiraboschi, che la grintosa Irene firmerà anche come autrice.
Dovrebbe trattarsi di un magazine di investigazione in otto puntate in cui si cercherà di fare luce sui grandi casi di cronaca nera italiana, come il delitto di Gianni Versace a Miami o il giallo di via Poma o, ancora, l’assassinio di Marta Russo all’università di Roma. “Sarà una trasmissione piena di ritmo che alternerà momenti di talk show con ospiti in studio ad altri con documenti, interviste e mini-fiction che ricostruiranno i vari casi”, spiega Irene Pivetti in un’intervista rilasciata al TgCom.
Le straordinarie ALET Edizioni
Con un ritardo immenso, colpevole e del tutto dovuto alla trafelata esistenza che sto conducendo, segnalo e invito a divorare gli incredibili titoli pubblicati dalle edizioni ALET. Autori a dire poco eccezionali, traduzioni e curatele splendide, quarte di copertina firmate: questo è un autentico progetto editoriale, portato avanti proprio come deve essere sviluppato un lavoro da grande società culturale. Non a caso, dietro c'è lo zampino di Simone Barillari, che sui Miserabili più volte è stato evocato come figura intellettuale a tutto tondo, una delle menti più interessanti della nazione. Ci si occuperà dei libri ALET con maggiore scrupolo, appena l'impazzimento esistenziale del Miserabile tornerà a intensità umane. Per il momento, mi limito a segnalare le schede e le bellissime quarte firmate dei titoli finora usciti:
IL SIGNORE DEI CROCEVIA - Madison Smartt Bell
La quarta di Goffredo Fofi
QUANDO LE ANIME SI SOLLEVANO - Madison Smartt Bell
La quarta di Goffredo Fofi
LEI SOGNA A COLORI? - György Ligeti, Eckhard Roelcke
La quarta di Quirino Principe
LIBRO DELL'ACQUA - Eduard Limonov
La quarta di Mario Caramitti
L’ULTIMA FINESTRAGIRAFFA - Péter Zilahy
La quarta di Bruno Ventavoli
CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO - Augusten Burroughs
La quarta di Luca Bianchini
RUHLEBEN - Geoffrey Pyke
La quarta di Eraldo Affinati
IL COSTUME DI MIO PADRE - Ben Marcus, Matthew Ritchie
La quarta di Simone Barillari

Esce 'Poesia' di dicembre
Ho diversi motivi per segnalare il numero di dicembre con cui si rinnova l'appuntamento con la testata Poesia (la storica rivista edita da Crocetti, un mensile da edicola che, puntuale come la vita, alfabetizza poeticamente gli italiani, ottenendo dati di vendita che si stramangiano Libero di Feltri). Anzitutto la copertina (ingrandibile), che per me riveste un valore affettivo assoluto: si tratta della famiglia De Angelis, con la rimpianta Giovanna Sicari, il grande poeta Milo De Angelis e il figlio Daniele. Il ricchissimo sommario, che segue, fa il resto...
Il miglior modo per celebrare Sciascia: Belpoliti
 Quindici anni fa moriva Leonardo Sciascia. Oggi, sul Corriere, appare un articolo sull'epistolario tra il grande autore siciliano e Italo Calvino, che gli faceva da editor all'Einaudi. Tra le lettere emerge un episodio sconcertante. Calvino, quando Sciascia presenta il testo de Il Consiglio d'Egitto, l'incredibile allegoria palermitana settecentesca, in costume, viene tagliato da Calvino perché, in certi passi, accenna a Broadway, Chaplin e Malraux. A Calvino piglia un colpo apoplettico: non capisce, gli sembra una cazzata Chaplin in pieno Settecento. Sciascia, silenzioso, taglia i passi.
Onore a Sciascia, dunque: non per i tagli, ma per l'intuizione di qualcosa che sarebbe comunque accaduto. Per uno scrittore, essere tagliati da Calvino potrebbe essere un onore. Ma non lo è.
Per celebrare i quindici anni dalla scomparsa, ho scelto una cronaca brevissima di un affaire letterario datato 2001: si sviluppò all'uscita del bellissimo Settanta di Marco Belpoliti. E' una polaroid di un mondo che sta per tornare, che non se ne è mai andato: è l'onore di Sciascia, come si disse L'onore dei Prizzi...
Tommaso Pincio su Radio 3: HO FATTO UN SOGNO
ASCOLTA su Rai Radio 3 alle ore 22.50
va in onda il radiodramma di TOMMASO PINCIO
HO FATTO UN SOGNO - Ricordo di Alighiero Boetti
con MASSIMO POPOLIZIO
regia di ALESSANDRO PIVA
Alighiero Boetti, uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra, è oggi considerato di estrema attualità. I temi toccati nel suo lavoro - i confini e il loro superamento, il caos, la complessità, la mescolanza di linguaggi e culture - sono riflessioni attuali sulle quali la società moderna si dibatte. Autodidatta, dopo aver abbandonato gli studi di Economia, si interessa alla cultura orientale e a diverse discipline, quali la filosofia e l'alchimia. Nel 1971 iniziano i suoi viaggi periodici in Afghanistan che inaugurano il ciclo dei ricami coloratissimi realizzati da donne afgane.
Lo scrittore Tommaso Pincio è stato un suo amico.
Sarà possibile ascoltare il radiodramma on line, attraverso i Miserabili.
Parte Lipperatura, il blog di Loredana Lipperini
E' da oggi on line un blog che riserverà sorprese: Lipperatura, a cura di Loredana Lipperini, la curatrice dell'antologia einaudiana La notte dei blogger [nella foto di David Orban, cliccabile, Tiziano Scarpa, il Miserabile Scrittore e, tra i microfoni, Loredana Lipperatura alla Blogfest].  Da anni Lipperini opera da autentica e rizomatica agitatrice culturale, muovendosi sullo scomposto ed esaltante discrimine tra pop e letteratura. Giornalista di Repubblica e autrice Rai, Lipperini ha ripetutamente concesso aperture di credito generose e parecchio profonde alla narrativa che si sta sempre e continuamente facendo. Di questo le siamo immensamente grati, io e altre persone. E per questo seguiremo fedelmente Lipperatura (sarà inserito nei link stabili dei Miserabili appena ci sarà tempo per rimettere mano all'html...).
Auguri e tanti figli narrativi!!! :-)
PitiFest 2004!
PitiFest 2004 - Settimo Festival di Cinema e Cultura Ebraica
5/8 Dicembre 2004, Pitigliano (GR)
“Anna Frank: un’eredità di speranza, un’eredità di memoria”
Quattro giorni di cinema e cultura ebraica a Pitigliano tra film, documentari, mostre d’arte, visite guidate ai luoghi ebraici, degustazioni di dolci e vini ebraici…
La Settima Edizione del PitiFest - Festival di Cinema e Cultura Ebraica, nato nel 1998 da un’idea di Michela Scomazzon Galdi, che ne è il Direttore Artistico, ed organizzato all’Associazione “Pitigliano Film Festival” di Roma – dal 2003 in collaborazione con l’Associazione “La piccola Gerusalemme” di Pitigliano - si svolgerà dal 5 all’8 Dicembre 2004 a Pitigliano (GR).
Fantascienza: la nemesi
 di Mirella Appiotti
[da ttL]
Ballard, Gibson, Dick,
tutto passato? Diventati
dei classici
che, ci mancherebbe,
editori come Fanucci e la
Nord (gloriosa nel «genere» dai
70 ad opera Gianfranco Viviani
sino a che nel 2002 passa al
gruppo Longanesi) onorano con
collane e ristampe (dalla Nord
ritorna Neuromante, bibbia del
cyberpunk; Fanucci continua a
far soldi e successo con Dick e
Star Trek), tutti comunque ormai
nella «storia». Ma se davvero
la fantascienza dei 4 libri di
Fruttero&Lucentini; con tutta la
vastissima produzione Mondadori
è morta nonostante,
vedi caso, da Segrate sia appena
uscito uno storico Asimov e
Fanucci abbia appena pubblicato
il nuovo romanzo, La città
delle navi, di China Miéville,
astro nascente per l'appunto
della fantascienza inglese, può
ben continuare a valere l'opinione
proprio di Ballard che l'ha
sempre ritenuta «l'unica forma
di letteratura possibile nell'età
contemporanea».
A Milano riapre Teatro i!!!

Da così tanto tempo a Milano non accadeva qualcosa di simile, che quasi stento a credere quanto segnalo qui sotto. E' un evento ed è un luogo - un evento nuovo per un luogo realmente storico. Sono felicissimo e formulo i migliori auguri e i più profondi ringraziamenti a Renzo Martinelli e a tutti coloro che con lui animeranno Teatro i! [gg]
Riapre Teatro i. Lo spazio di via Gaudenzio Ferrari 11 [per arrivarci, cliccate sulla mappa a destra], luogo storico delle avanguardie milanesi, proprietà dell’Assessorato al Demanio del Comune di Milano, diviene la sede artistica e operativa di Teatro Aperto. La compagnia, diretta da Renzo Martinelli, in un ideale passaggio di consegne riceve il testimone da Mario Montagna, fondatore di Teatro i, di cui Martinelli fu allievo ed amico.
Mercoledì 17 novembre, alle ore 18.30, si terrà l’inaugurazione dello spazio dopo una prima fase di ristrutturazione iniziata nel 2003. Nel corso della serata Federica Fracassi, cofondatrice di Teatro Aperto, e Renzo Martinelli illustreranno le linee guida della nuova direzione artistica e i primi eventi in calendario insieme a Oliviero Ponte di Pino. A seguire un rinfresco e interventi sonori a cura di Giuseppe Ielasi.
Arriva Writers Magazine Italia
In prevendita il numero zero della rivista per scrittori che uscirà a dicembre. Già online il sito
[da Delos, rivista e network]
Esce a dicembre con il numero zero: l'appuntamento con la Writers Magazine Italia è fissato per l'8 a Milano, nel corso della manifestazione ludica Giochi Sforzeschi, all'interno della quale si terrà il Delos Day, appuntamento imperdibile per gli appassionati di letteratura e per tutti coloro che si interessano di scrittura. Chi vuole scrivere narrativa o poesia, chi si interessa al giornalismo, chi vorrebbe diventare sceneggiatore di cinema o di fumetto, non dovrebbe lasciarsi scappare la nuova rivista diretta da Franco Forte, giornalista, scrittore e sceneggiatore per la televisione. Grande formato per 52 pagine, conterrà articoli di tecnica di scrittura, consigli, interviste con autori affermati e anche racconti che saranno scelti di mese in mese tra quelli mandati alla rivista per mezzo di un concorso. A capo della redazione una delle colonne di FantasyMagazine: Emanuele Terzuoli.
Parinetto, marxiano cinico: un convegno
Franz Muraro, benemerito intellettuale che ha a cuore la sorte dell'impagabile continente di pensiero incarnatosi nella figura di Luciano Parinetto, mi segnala che per Mimesis sono stati ripubblicati due testi del filosofo milanese: Alchimia e Utopia e Faust e Marx. A seguire quasi tutti i testi principali dovrebbero tornare in circolazione, a partire dal prezioso Marx diversoperverso.
Franz mi segnala anche una giornata-seminario su Parinetto, che si terrà venerdì 5 novembre all'università Milano-Bicocca, dal titolo L'utopia di un eretico. Qui di seguito, il programma del convegno e, in calce, un bell'intervento su Parinetto, marxiano 'cinico' tratto da Hortus Musicus, una delle pubblicazioni più interessanti dell'attuale scena culturale italiana.
E' uscito il nuovo numero di Medicine Show!
 Il Doc ha colpito ancora. Il Doc è quello sciamano del far west che arriva a bordo di una carrozza e dispensa patacche mediche e pozioni allucinogene. Questo, ieri. Oggi, il Doc è il gestore collettivo di Medicine Show, la rivista gratuita on line curata da Leonardo Colombati, giulio mozzi, Alessandro Piperno, Bernardino Sassoli, Davide Malesi, Seia Montanelli, Niccolò Borella e Armando Trivellini.
Ai Miserabili, Medicine Show piace tantissimo, ma così tanto che l'hanno inserita in basso a sinistra, tra i link prediletti. E' un amore reciproco: il Doc ha infatti intervistato il Miserabile Scrittore. Segue qui l'incipit dell'intervista, intitolata Rumore bianco, che continua direttamente sulla versione Word di Medicine Show.
Giuseppe, ti sei definito un bon sauvage a proposito della musica. Un naif dell’ascolto. Eppure so che, ad esempio, sei un grande fan di Ravi Shankar, il massimo interprete contemporaneo dei raga, la musica sapienzale indiana. Hai detto che si tratta di una tecnica che ricorda quella che in retorica è detta “anafora”.
In Palombella rossa di Nanni Moretti, un ciellino stringe d'assedio il protagonista e gli presenta un tizio corrucciato, dallo sguardo profondo, dicendo: «È un teologo!», e il tizio fa un passo avanti e dice: «Non sono un teologo». Col medesimo tono ti dico: «Non sono un esperto di raga». Sono semplicemente un occasionale ascoltatore di raga, ma conosco abbastanza la retorica della letteratura per cogliere un’identità sotterranea tra la ripetizione sintattica e alcune invarianti della struttura musicale dei raga. Per me e solamente per me, questo livello sotterraneo d’identità è l’unico punto in cui un’arte musicale orientale può accostarsi a un’altra arte (letteraria) occidentale.
continua su Medicine Show...

10 inverni senza Fortini (1994-2004)
Il Centro Studi Fortini e l'Università di Siena organizzano a Siena dal 14 al 16 ottobre, nel decennale della scomparsa di Franco Fortini, uno splendido convegno sulla figura del critico e poeta: 10 inverni senza Fortini (1994-2004). Moltissimi e prestigiosi gli ospiti grati che partecipano a questa iniziativa: tra gli altri, Mario Luzi a Jean-Charles Vegliante, Franco Loi, Romano Luperini, Michele Ranchetti, Gianni D'Elia, Mario Benedetti, Guido Mazzoni, Stefano Dal Bianco, Gabriele Frasca.
Il programma completo è consultabile qui.
I Miserabili lettori che ne avessero la possibilità sono calorosamente invitati a non perdere gli straordinari incontri senesi.
Andirivieni
 Giulio Mozzi comunica sul suo blog che ha firmato un contratto con Mondadori, per la pubblicazione di due romanzi. E' una notizia che scuote il piccolo mondo dell'editoria.
Mozzi, che dopo racconti e saggi affronta la scrittura di un romanzo, lancia tra l'altro, sul suo blog, un sondaggio sul titolo che avrà il libro. Tra i possibili candidati, almeno due sono davvero Miserabili. Invito tutti i Miserabili Lettori a partecipare!
Un caloroso augurio a Giulio per la scelta! gg
Poesia: in edicola il numero di ottobre
E' in edicola il numero di ottobre della rivista Poesia, edita da Crocetti. Si tratta del mensile di cultura poetica più venduto d'Europa. In questo numero, tra i molti articoli, spicca l'omaggio dedicato al poeta Mario Luzi, che ha compiuto novant'anni e a cui sono dedicati due interventi: Per i novant’anni di Mario Luzi di Stefano Verdino e Mario Luzi, Il Paradiso nella metamorfosi del mondo di Daniele Piccini. Una chicca, nell'àmbito di uno speciale sul Nobel polacco Czeslaw Milosz, è l'intervento di un altro premio Nobel, l'irlandese Heaney: Czeslaw Milosz, 1911-2004 di Seamus Heaney affianca Czeslaw Milosz, La poesia come un magico specchio di Valeria Rossella. Da segnalare, l'intervento critico su uno dei migliori poeti contemporanei italiani: Davide Rondoni, Vita, battito che scandisce il ritmo di Daniele Piccini.
Eggers: Se non è vietato è obbligatorio
 [E' fuori commercio, ma vale la pena di procurarselo: Se non è vietato, è obbligatorio di Dave Eggers (traduzione di Francesco Pacifico) è in regalo per chi acquista in libreria due titoli minimum fax a partire dal 21 giugno 2004. Per ora mi limito a segnalarlo, nei prossimi giorni ci farò sopra un ragionamento, opponendo gli ultimi esiti di Eggers a quelli di Palahniuk. Procurarsi questo gioiello è anche un gesto di gratitudine da tributare a minimum fax, che festeggia i suoi dieci anni di editoria indipendente inaugurando una nuova collana: i mini.]
da SE NON E' VIETATO E' OBBLIGATORIO
di Dave Eggers
"Bastardi!", disse Sergei. "Possono farlo?", chiese Little Nicky. Potevano fare quello che gli pareva. In questo tipo di campagna elettorale, per un posto nell'Assemblea di Stato, 34? Distretto della California, non c'era nessun controllo sopra le parti. Nessuno si indignava, non c'era una percezione diffusa dei limiti del buon gusto, grazie a dio. Sergei e Little Nicky, rispettivamente manager e capo degli Special Projects per la campagna di Stuart Craspedacusta, facevano volentieri a meno di un controllo sopra le parti o di una percezione diffusa dei limiti del buon gusto.
Nicola Lagioia: Occidente per principianti
 Un giornalista fantasma sulle tracce della prima amante di Rodolfo Valentino. Un possibile scoop che diventa una caccia all'uomo. Un inseguimento che molto presto si trasforma in un viaggio allucinato su e giù per l'Italia. Una stagione - l'estate del 2001 - molto simile a una «zona oscura», una soglia spalancata tra due secoli, due momenti storici, due diversi modi di percepire la realtà. Occidente per principianti (Einaudi, 17 euro), questo romanzo massimalista e scatenato, è anche una tragicomica riflessione sulla società dello spettacolo, e prova ad addentrarsi nelle pieghe di un Paese (il nostro) in cui le città, la vita pubblica e persino i sentimenti dei suoi abitanti sembrano essere la copia - luminosa e inquietante - di un originale smarrito chissà dove.
Iliade di Alessandro Baricco
di Alessandro Baricco
L'idea è quella di leggere in pubblico l'Iliade. Un reading lungo una dozzina di ore, diviso in tre serate. Una scena essenziale, costumi appena accennati, una fonica impeccabile. Un grande schermo e il primo piano del lettore. Spesso ma non sempre, musica, in parte live, in parte registrata. L'idea è questa. Ovviamente è qualcosa che per me continua idealmente il lavoro fatto prima con Totem e poi con il City reading project: provare a mettere la narrazione orale, forse addirittura la pura parola, al centro dell'attenzione, e farne una forma di rito, di emozione collettiva, di spettacolo.
C'è del pubblico che mi segue in questa ricerca: così ho pensato che un'altra tappa si poteva fare: e l'Iliade, tra i tanti viaggi possibili, è quello che adesso mi affascina di più.
Il catalogo è questo: il blog di Leonardo Colombati
Questo che vi segnalo è il blog di quello che, a mia detta, è più geniale esordiente narrativo italiano degli ultimi anni. Si tratta dell'autore di quel Capolavoro Misterioso di cui si scrisse a suo tempo sui Miserabili. Il suo nome è Leonardo Colombati e il suo capolavoro non sarà più misterioso a febbraio. Per il momento, il suo splendido blog è l'unica premessa da tutti leggibile a ciò che io ho letto e che, alla sua uscita, non smetterò di consigliare a chiunque. In questi giorni, Colombati sta riflettendo su Sorvegliare e punire (qui l'intervista a Foucault che è stata recentemente ripresa in queste pagine). Ecco un estratto dalla prima parte di questo intervento pluriprospettico.
SORVEGLIARE E PUNIRE
di Leonardo Colombati
Scriveva Pavese: “Se l’unica educazione la può dare il dolore, mi domando perché sia filosoficamente proibito di infierire contro il prossimo, educandolo nel miglior modo”.
Stiamo parlando di diritto penale.
A partire dal XVIII secolo il castigo passa “da un’arte di sensazioni insopportabili a un’economia di diritti sospesi”, come rileva Foucault in Sorvegliare e punire.
Sono trascorsi pochi lustri da quando Robert Francois Damiens, condannato per “parricidio”, venne “tanagliato alle mammelle, braccia, cosce e grasso delle gambe, la mano destra tenente in essa il coltello con cui ha commesso il detto parricidio bruciata con fuoco di zolfo e sui posti dove sarà tanagliato, sarà gettato piombo fuso, olio bollente, cera e zolfo fusi insieme e in seguito il suo corpo tirato e smembrato da quattro cavalli e le sue membra e il suo corpo consumati dal fuoco, ridotti in cenere e le sue ceneri gettate al vento”. Foucault aggiunge come testimonianza una cronaca della Gazzetta di Amsterdam in cui è riportato che i quattro cavalli non riuscirono a squartare lo sciagurato, così se ne aggiunsero due e, non bastando i sei cavalli, si fu obbligati a recidere i nervi e a troncare le giunture di Damiens con la scure.
Nasce NoCopy, il blog sul copyleft
Dal comunicato stampa di NoCopy [nocopy.splinder.it]
Qui abitano scrittori occasionali o stanziali, persone che nella vita fanno la qualunque e trovano il tempo, tra un caffè e l’altro, prima di andare a dormire o che so io tra un download ed un riavvia, di lasciare una traccia di codice binario in questo multiforme spazio senza consistenza. Abbiamo deciso di fare base qua, in questa terra libera e a disposizione di tutti, per parlare e chiarirci le idee sul diritto d’autore, la sua utilità, il suo significato e le alternative possibili.
Vorremmo tirare le fila di una complessa pratica di condivisione che ha visto nascere (o forse ha solo captato) il concetto di “copyleft”, con tutti i dibattiti che hanno accompagnato la nascita di nuove tecnologie come il p2p, progetti Open Source quali il Free Software, l’Open Publishing fino ad arrivare al copyleft applicato in ambito editoriale.
Favetto: 'Se vedi il futuro digli di non venire '
di Dario Olivero
[da Repubblica.it]
 Quelle frasi che attraversano ogni tanto le prime pagine non sono in sanscrito. E' dialetto piemontese. Un po' difficile per lettori di altre latitudini, ma incisivo. E poi ci si perde poco senza la traduzione. Tanto, la maggior parte delle volte, sono frasi che non aggiungono nulla. Sul tempo, sulla primavera che fatica ad arrivare, modi di dire di paese. Fanno parte di un lungo soliloquio del protagonista di una storia di Gian Luca Favetto, Se vedi il futuro digli di non venire (Mondadori, 8,40). Un ottantenne riprende la macchina dopo anni senza guidare, lascia la città in cui vive e torna al paese dove è nato. Ricordi di donne, feste da ballo, partite di tennis, matrimoni iniziati e finiti senza sapere perché, nuove relazioni mai diventate matrimoni ma che durano una vita. Cespugli di rose e nuvole che passano a quota ottocento. Ma è difficile descriverlo. Solo chi è nato in un paese sa che cosa si prova quando vi si fa ritorno. Questo è solo il primo di una raccolta di racconti che parlano tutti più o meno del tempo. Quello che non c'è più e quello che non c'è ancora.
I Miserabili alla Semana Negra
 Si parte: i Miserabili vanno in Spagna, alla Semana Negra, il folle carnevale letterario organizzato e capitanato dall'irrefrenabile Paco Ignacio Taibo II (nella foto a destra). Sono dieci giorni di autentica sospensione della realtà: convergono in quel di Gijón thrilleristi, autori di fantascienza e di fumetti e di noir, che vengono lanciati nel gorgo multicolore della fiera del libro più frenetica e sbarazzina del mondo (arriva a contare più di un milione e mezzo di presenze). In rappresentanza dell'Italia, quest'anno, Marcello Fois e il Miserabile scrittore. Si parte domani, si torna il 15. Abbiate pazienza se, per due giorni, il sito non sarà aggiornato. A meno che non trovi un'ora libera e una connessione a Gijón: tenterò di inserire una cronaca in diretta dalla Semana Negra.
Pubblico di seguito un'intervista al padre fondatore della Repubblica Democratica dei Lettori: l'inossidabile Paco Ignacio Taibo II.
Yehuda Amichai: 'Poesie'
 Yehuda Amichai - Poesie - a cura di Ariel Rathaus, introduzione di Ted Hughes - Crocetti Editore - € 14,46
“È una cosa talmente rara che io, personalmente, leggo e rileggo queste poesie e ogni volta ne rimango scosso, come di fronte a qualcosa di schiettamente sincero e vivo”. Così si esprime Ted Hughes nella sua prefazione alle Poesie di Yehuda Amichai, uno dei massimi poeti israeliani del Novecento, morto nel settembre del 2000 all’età di settantasei anni. Di questo poeta che della storia di Israele è stato testimone sin dalla sua fondazione si ammira soprattutto la capacità di trasfigurare il ricchissimo patrimonio culturale e religioso del suo popolo in canto gioioso per la vita e per l’uomo.
Cheever: 'Gli Wapshot'
Gli Wapshot è il primo romanzo di John Cheever. Pubblicato nel 1957 quando Cheever era già un affermato autore di short story, riscosse subito un notevole consenso da parte del pubblico e della critica - nel 1958 vince il National Book Award e più tardi viene incluso nella lista dei 100 libri in inglese più belli di tutti i tempi - che rivedeva in questo romanzo tutta la forza espressiva con cui Cheever aveva permeato i suoi racconti.
Nel romanzo Cheever ripercorre la sua adolescenza nel New England, la vita di periferia, il perenne desiderio di evasione, sì la grande e frenetica vita di città, stemperato appena nell'ovattata e placida calma dei sobborghi, e per questo sceglie una piccola cittadina del Massachusetts, St. Botolphs.
Piero Colaprico: 'Trilogia della città di M.'
[Sto finendo il bellissimo Tre uomini paradossali di Girolamo De Michele, e ho ricevuto il nuovo romanzo di Piero Colaprico, che sono tre: Trilogia della città di M. (Tropea, € 15). Per il momento mi limito a segnalarlo, pubblicandone la scheda editoriale. Ne riparleremo dopo martedì, c'è di mezzo un segreto... gg]
Dopo i romanzi dedicati alla Milano degli anni ottanta e alle indagini del maresciallo Binda, tre dei quali scritti insieme a Pietro Valpreda [nella foto a destra, i due autori], Piero Colaprico sceglie di raccontare la metropoli dei giorni nostri attraverso una trilogia inedita che ha come protagonista la capitale lombarda. Un’operazione letteraria che vanta illustri precedenti, da Paul Auster che viviseziona New York nella sua Trilogia a Agota Kristof, eccelsa autrice dei tre romanzi sulla città di K. Da giallista con un occhio sempre attento ai cambiamenti della società, Colaprico si serve di assassini e modelle, magistrati e vecchi gangster, nuovi malavitosi, poliziotti, spacciatori, perfino di un testimone cieco, per mostrare l’album noir della città di M., per suggerirci quanto sia cambiata Milano e, insieme a lei, si siano trasformati il nostro paese e forse il nostro mondo.
'Ragazze che dovresti conoscere (The Sex Anthology)'
Esce per Einaudi Stile Libero Big un'antologia di racconti non propriamente erotici, bensì ruotanti intorno al tema del sesso, di cui sono autrici alcune italiane esordienti o già note (tra queste, Vinci e Stancanelli). Una precisazione a me e da me dovuta: quando accennavo alla predisposizione per la letteratura erotica da parte di Alessandra C, la cyberscrittrice di Skill, non sapevo dell'imminente uscita di questa antologia che, vividdio, fornisce un'implicita risposta autenticamente letteraria a quell'operazione autenticamente cialtrona firmata da Melissa P (o da chi per essa). Una lezione non soltanto di letteratura, ma anche di editoria: intendo, una lezione di serietà.
Pubblico la scheda editoriale, con l'indice dei racconti e delle rispettive autrici.
Il nuovo romanzo di Philip Roth: 'The Plot against America'
di Christian Rocca
[da Il Foglio, 18 giugno 2004]
Philip Roth ha scritto un nuovo libro. Uscirà negli Stati Uniti il 6 ottobre col titolo The Plot against America [Houghton Mifflin, 400 pagine, $26.00], la congiura contro l'America. E' un romanzo che racconta personaggi reali e un intreccio di fatti inventati, veri e verosimili ambientati negli anni Quaranta, sul modello di uno dei suoi capolavori, Operazione Shylock, il libro con cui Roth ha affrontato con fiction mista a realtà la questione israelo-palestinese. The Plot against America è un libro che spiega anche l'oggi, le campagne antisemite odierne e una certa tendenza occidentale di accusare sempre gli ebrei per i mali del mondo.
'Malcolm Lowry: Salmi e Canti'
di Margerie Lowry
Malcolm Lowry: Salmi e Canti. Il titolo mi è stato suggerito da William McConnel, un avvocato di Vancouver, vecchio amico dei tempi in cui vivevamo sulla spiaggia di Burrard Inlet, in British Columbia. I Salmi sono i racconti di Malcolm; i Canti raccolgono ricordi di persone che lo hanno conosciuto e un estratto della tesi La ruota incandescente: l’evoluzione dello stile di Malcolm Lowry, discussa nel 1967 da A.C. Nyland e tuttora inedita. La dottoressa Nyland è una religiosa (suor Agnes Cecilia dell’ordine di Sant’Anna) e insegna Letteratura inglese all’Università di Ottawa, nell’Ontario.
I primi racconti risalgono a quando Malcolm era giovane e sono stati pubblicati su varie riviste letterarie inglesi. Anche se non possiedono la profondità degli scritti successivi, hanno un loro valore come ritratti di tempi e luoghi, e per gli squarci che offrono sulla visione del Malcolm dei primi tempi. Seductio ad absurdum è una prima versione di un capitolo del romanzo Ultramarina, pubblicato per la prima volta da Jonathan Cape nel 1933, quando Malcolm aveva ventiquattro anni. Il racconto era già stato edito da Edward J. O’Brien nel volume Best English Short Stories of 1931.
Eco: 'La misteriosa fiamma della regina Loana'
[Sta per uscire il nuovo romanzo di Umberto Eco. Eccone la quarta di copertina]
 Dopo il successo raggiunto con i precedenti romanzi di ambientazione storica Umberto Eco si dedica al genere del libro di memorie. Il suo nuovo romanzo è un volume illustrato in cui l’autore ripercorre i ricordi della sua giovinezza e di un’intera generazione.
Il protagonista di La misteriosa fiamma della regina Loana è un sessantenne, Giambattista Bodoni, detto Yambo, che colpito da un ictus perde la memoria. L’uomo ricorda perfettamente chi era Napoleone, sa come si guida un'automobile ed è in grado di riconoscere una scatola di biscotti ma non sa più chi è o chi siano sua moglie e sua figlia.
Quattro film-tv per l'ispettore Coliandro di Lucarelli
Indagini mai autorizzate, ma sempre risolte da un poliziotto pieno di difetti, alquanto pasticcione, molto ironico: sono le avventure dell’ispettore Coliandro, il personaggio nato dalla penna di Carlo Lucarelli e interpretato da Giampaolo Morelli sul set bolognese dei quattro film tv che i Manetti Bros dirigono per Rai Fiction. Dopo Il giorno del lupo, ispirato all’omonimo romanzo di Lucarelli e già realizzato, Antonio e Marco Manetti sono da qualche giorno a Bologna per girare in sequenza gli altri tre episodi, tratti da soggetti originali firmati dallo stesso giallista con Giampiero Rigosi. «Coliandro è un poliziotto sui generis, che sembra sempre non capire niente ma che arriva sempre alla soluzione», spiega l’autore, che ha anche supervisionato il lavoro degli sceneggiatori: con Lucarelli e Rigosi, anche Stefano Bises, Salvatore De Mola, Giampaolo Simi e Maurizio Matroni.
Nuovo Cinema Ellroy
 "Verso l’ora di chiusura dei bar cominciavo a sentirmi proprio come un Keystone Kop. La mia sciatteria superava ogni limite. Avevo la barba lunga, gli abiti sudici, i modi febbrili. Quando le bevute a scrocco e le chiacchiere degli ubriachi cominciarono a darmi sui nervi, decisi di abbandonare il campo. Guidai fino a un parcheggio deserto, sistemai l’auto e mi ci addormentai dentro". E' il clima febbrile, intenso e benzedrinico in cui si sviluppa una delle tragedie classiche del poliziesco contemporaneo: Dalia nera di James Ellroy, uno dei romanzi più rivoluzionari del genere nero che trionfa oggi. Sarà Brian De Palma, e non l'inizialmente designato David Fincher, a portare sullo schermo il thriller Black Dahlia. Uscito in Italia con il titolo Dalia Nera, il romanzo, ambientato nel 1947, narra di due ex-pugili divenuti poliziotti che indagano sull'omicidio di Elizabeth Short, una prostituta soprannominata appunto Dalia Nera. Per il ruolo del protagonista del film, Josh Hartnett (già visto in Pearl Harbor), mentre la sceneggiatura sarà scritta da Josh Friedman (già autore del soggetto dell'action movie Reazione a catena).
Mancassola: 'Qualcuno ha mentito'
[E' uscito in questi giorni, in Strade Blu Mondadori, il nuovo romanzo di Marco Mancassola, Qualcuno ha mentito. Lo sto leggendo e presto ne scriverò la recensione, ma volevo nel frattempo segnalarlo. Pubblico qui sotto la scheda editoriale e, di seguito, un estratto dal libro, che ho sottratto dal sito ufficiale di Mancassola. gg]
La vicenda di Dave parte come una di quelle confessioni ostinate, che premono per uscire, anche se chi gli sta di fronte non vuole ascoltare, anche se chi lo ascolta sta per lasciare, sta per abbandonare la Londra della seconda metà degli anni Novanta dalla quale sembrerebbe impossibile volersi staccare, se si è giovani, se si vuole vivere, se si vuole raccontare storie: "storie di case occupate, di lavori notturni nelle cucine dei pub, di finte schizofrenie per avere sussidi, storie di feste illegali, di cristalli di speed fumati per colazione, di settimane intere senza vedere il sole", le storie dei protagonisti di questo romanzo elettrico e notturno.
Jung: 'Psicologia del Kundalini-yoga'
di Augusto Romano
[I rapporti tra «Jung e
l’Oriente» verranno
discussi sabato 29
maggio, per iniziativa
dell’Arpa, la torinese
associazione per la
ricerca in psicologia
analitica. Al dibattito,
moderato da Augusto
Romano e Ferruccio
Cabibbe, interverranno
Luigi Aurigemma, Franco
Michelini Tocci, Renato
Oliva, Aimé Agnel,
Murray Stein. La giornata
di studio si svolgerà in
località La paracca,
Villanova d’Asti. Per prenotazioni:
[email protected]]  L’Oriente è diventato
oramai, per
l'uomo occidentale,
una specie di
uscita di sicurezza. Agopuntura
piuttosto che medicina ayurvedica,
viaggi a Benares, meditazione
zen o pratica yoga, tanto
per citare a caso, sono diventati
apparenze di un Altrove che
invia confusi messaggi di redenzione
e alla fine si manifesta
per quello che è: sotto la veste
esotica, un oggetto di consumo
come un altro. L'interesse per
l'Oriente, che è un ingrediente
essenziale di quel balsamo dall'
odore dolciastro che va sotto il
nome di New Age, è da un lato il
sintomo di una profonda crisi
di identità dell'uomo occidentale,
divenuto quasi ignaro delle
proprie radici, e dall'altro vuole
essere un rimedio a buon mercato
della stessa malattia di cui è
sintomo. Uno spazio si è liberato,
ma anziché osservare quel
vuoto e interrogarlo, si preferisce
riempirlo disordinatamente
di oggetti avulsi dal loro contesto,
nella speranza che da essi
esali una qualche superstite
magia. E' appena il caso di
aggiungere che i problemi restano
irrisolti, come sempre accade
quando, piuttosto che passarvi
attraverso, si cerca goffamente
di scavalcarli.
Primo premio nazionale di poesia per opere edite a spese dell'autore
[da Giulio Mozzi ricevo e immediatamente pubblico, condividendo in toto le riflessioni che fanno da premessa al bando di questo concorso, anche se, nei prossimi giorni, le estenderò, con particolare riguardo all'affermazione che "la poesia, si sa, non ha mercato"]
1. Un mercato inesistente
In Italia, si sa, la poesia non ha mercato. Tuttavia si pubblicano moltissimi libri di poesia: il cui costo, come noto, ricade spesso parzialmente o in toto sull'autore.
È facile fare dell'ironia su quelli che Umberto Eco ha chiamati Aps, Autori a Proprie Spese. Fatto sta che alcuni tra i più pregevoli e stimati editori di poesia, in Italia, non riuscirebbero a sopravvivere se non chiedessero agli autori una partecipazione alle spese tipografiche o l'acquisto di un certo numero di copie o, come in qualche caso avviene, la ripartizione fifty-fifty tra editore e autore degli eventuali premi letterari.
Gore Vidal: 'Democrazia tradita'
di Dario Olivero
[da Repubblica]
Deve esserci qualcosa in Gore Vidal che lo rende diverso dagli altri intellettuali impegnati nel denunciare la deriva totalitaria dell'America di George W. Bush. Forse la sua memoria prodigiosa, o il suo far parte seppur in modo obliquo dell'establishment che condanna. Oppure la sua grande capacità di scrittura. Sarebbe troppo pensare che Vidal sia così convincente semplicemente perché ha ragione. Perché se così fosse, se Vidal avesse ragione, di fronte a Democrazia tradita (tr. it M. Astrologo, G. Oneto, S. Tummolini, Fazi, 15), il lettore non potrebbe credere quasi più a niente.
Appello per 'Stilos'
'Stilos' è una delle realtà di informazione culturale più interessanti in tutto il cosmo giornalistico italiano. Diretto dal generosissimo Gianni Bonina, il settimanale in allegato a La Sicilia rischia un'ulteriore riduzione di pagine, dopo essere stato in precedenza già moncato. Differenti scrittori, critici e intellettuali hanno ricevuto nei giorni scorsi una lettera-appello, che vale la pena sottoscrivere, per tentare di salvare una realtà in via di estinzione. L'appello, che viene pubblicato qui di seguito, è riprodotto anche sul sito di Giulio Mozzi, dove, essendo aperti i commenti, è possibile apporre in calce la propria firma di adesione.
A maggio, il Meridiano Pontiggia
di Mirella Appiotti
[da Tuttolibri, 18.4.04]
 Di Maupassant «mi
entusiasmava lo
splendore smagliante
della parola
». Giuseppe Pontiggia ha perseguito
in tutti i suoi scritti
questo «splendore» ed è quanto,
con molto altro naturalmente,
sottolinea Daniela Marcheschi,
docente di antropologia delle
arti a Perugia, «pontiggiana
d'antan», nell'introduzione e
nella curatela del Meridiano
dedicato a tutta l'opera, quasi
2000 pagine, dell'autore di Il
raggio d'ombra, della Grande
sera, di Nati due volte che la
Mondadori pubblica a maggio,
nel primo anniversario di una
scomparsa che ha privato la
cultura italiana, è la convinzione
di tutti, di uno dei pochi,
autentici, «maestri».
Don't Forget Domanin
 Uno degli scrittori nel cui futuro credo maggiormente è Igino Domanin. Attualmente è in libreria un suo impressionante racconto, antologizzato nell'ultimo numero di Nuovi Argomenti (presto su i Miserabili un'intervista al caporedattore, Mario Desiati, sui programmi della storica rivista diretta da Enzo Siciliano). Dopo Forget domani, la raccolta di racconti firmata da Domanin e dallo scrivente, uscita per i tipi peQuod, si attende imminente la pubblicazione del primo "singolo" di questo scrittore, tra i pochi italiani ascrivibili a ragione in un'area avantpop. Se la cifra della narrativa di Domanin è una fibrillazione di fotemi impazziti, frammenti della storia italiana in libera esplosione per traiettorie rizomatiche e folgoranti, non va dimenticato che questo psiconauta letterario è comunque anche filosofo di professione (insegna teoretica alla Statale di Milano). E' quindi nella distorsione del movimento di pensiero, piegato a esiti che la filosofia non sospetta più di ottenere, che bisogna ravvedere un'ulteriore operazione di contaminazione furibonda della scrittura di Domanin. E' per questo motivo che mettiamo a disposizione dei Miserabili Lettori, interessati alla filosofia e/o alla narrativa di Igino Domanin, i file audio di una conferenza da lui tenuta su Arnold Gehlen, l'autore di L'Uomo nell'era della tecnica, dal titolo Logos e techne.
GEHLEN:LOGOS E TECHNE
di Igino Domanin
Prima parte | Seconda parte

A 'Fahrenheit': i Miserabili a confronto con Luperini e Berardinelli
dal sito di Fahrenheit (Radio 3 Rai)
VECCHI CONTRO GIOVANI
- La nuova letteratura italiana e il suo passato -
Ascolta la puntata (in Real Player; gli interventi iniziano al minuto 12:50)
 Un articolo di Romano Luperini (nella foto a destra), apparso sull'Unita' il 18 febbraio, ha suscitato accese reazioni tra gli scrittori italiani delle ultime generazioni. La tesi dell'italianista e' che la letteratura di oggi sia afflitta da una forma acuta di decadenza e i narratori di oggi non reggono il confronto con il passato. Dopo la generazione di Pasolini e di Calvino, scrive Luperini, non c'e' piu' stata in Italia nessuna voce di scrittore e di intellettuale degna di essere notata.
Le risposte, affidate alle voci, tra le altre, di Antonio Moresco e Tiziano Scarpa hanno chiamato in causa non solo l'autorita' e lo spessore, ma anche l'onesta' intellettuale dei "vecchi" critici.
Ma qual e', viene da chiedersi, la funzione del critico letterario, e soprattutto dove individuare i suoi limiti? Alfonso Berardinelli, sul "Sole 24 Ore" ricorda che la loro mente e il loro linguaggio "arrivano dove arrivano. E' sempre successo: un critico riesce ad interessarsi davvero a non piu' di due o tre generazioni di contemporanei". E' allora utopistico un vero discorso sulla letteratura? E' inutile cercare paternita' e filiazioni? Forse, come ha scritto Tiziano Scarpa, gli scrittori non vogliono avere padri, ma solo instaurare rapporti "fraterni". E magari tentare di rispondere, al confronto con il passato, attraverso un "piano effettivo", come ha scritto Giuseppe Genna, uno dei nuovi scrittori piu' vivaci, nel suo sito: "le cricche e i poterini", scrive Genna, "come dimostra l'intera storia umana, non portano a nulla"
Nel suo dibattito Fahrenheit mette a confronto Romano Luperini e Giuseppe Genna. Alla discussione contribuira' Alfonso Berardinelli, attento osservatore del panorama culturale italiano.

Montanari: 'Chiudi gli occhi'
 Questo articolo non sta nella categoria 'Recensioni': è una mia colpa. In questo periodo affannatissimo, ho da farmi perdonare molto, da molti. Una delle spine più fastidiose, attualmente, è il senso di colpa che nutro nei confronti di Raul Montanari, poiché ancora non sono riuscito a leggere Chiudi gli occhi, il suo ultimo romanzo, 400 pagine, edito da Baldini Castoldi Dalai. Devo dirla tutta: non l'ho nemmeno comprato, visti gli esborsi che sto praticando in questi giorni, al fine di rendere abitabile la mia nuova magione in affitto (del resto, a parte pochissimi piccoli editori, mai che un ufficio stampa si degni di inviarmi un libro... Ora, io i Miserabili lo faccio gratis, ma di fatto non è vero: mi compro quintalate di libri. Sto praticando una forma di finanziamento occulto a coloro che, plausibilmente, stimo). Insomma, il fatto di non avere ancora aperto il romanzo di Montanari mi manda in paranoia. Anzitutto perché è un amico; e prima dell'anzitutto, perché è un amico che mi sono fatto a causa della stima che nutro nei suoi confronti, avendolo letto e ascoltato ancor prima di avere l'onore di conoscerlo personalmente. Tutto ciò per evitare l'inondazione di mail dei soliti cretini, che rompono le palle con la storiella della mafia letteraria. Ora, per farmi transitoriamente perdonare da Montanari, l'unica cosa che posso permettermi è fare parlare i suoi lettori. Quelli che hanno lasciato traccia: mai ho visto, su Internet Bookshop, una sequenza di pieni voti e commenti appassionati come per Chiudi gli occhi. Li riproduco qui di seguito (sono quelli presenti alla data in cui pubblico questo post), facendo i complimenti a Montanari: perché il nodo fondamentale è questo - l'entusiasmo che si suscita in chi si avvicina al tuo lavoro, che tu compi per amore e necessità. Prossimamente: la dovuta miserabile recensione.
www.giuliomozzi.com
Giulio Mozzi (qui le sue occorrenze su i Miserabili) ha una casa virtuale tra le più frequentate del Web italiano. Siccome i padroni del terreno su cui l'aveva costruita hanno fatto i matti, Giulio Mozzi ha traslocato, grazie all'opera di Gianluca Neri, immarcescibile santo di internet. Da oggi è dunque www.giuliomozzi.com il nuovo indirizzo per accedere al diario totale di Mozzi. Il quale, peraltro, ha organizzato su PordenoneLegge un'iniziativa assolutamente da segnalare: questa.
Parte la rivista dei Quindici: INCIQUID
Tutto si sta autometabolizzando, tutto va in metamorfosi, questo è un tempo di esaltanti o avvilenti capovolgimenti. Segnalo un capovolgimento che si iscrive nella categoria di quelli esaltanti: finalmente nasce INCIQUID, la rivista dei Quindici, il gruppo di lettori costituitosi a partire da un appello di WM e che ha iniziato di gran lena a svolgere il pazzesco lavoro di leggere discutere e proporre manoscritti inviati per mail dagli iscitti di Giap e dintorni. Una valanga di storie, un maelstrom a cui era difficile applicare criteri e pazienza e amore: il che i Quindici hanno fatto, con encomiabile sforzo e algebrica riuscita, tanto che è attesa a breve nei tipi Einaudi Stile Libero di Tre Uomini Paradossali di Girolamo De Michele, primo manoscritto eiettato nella lit-sfera dai Quindici. E, adesso, parte INCIQUID: rivista e centrale del CERN intellettivo dei Quindici, luogo a cui i manoscritti sconosciuti vanno per entrare in collisione con letture effettive. Prossimamente, i Miserabili cercheranno una qualunque forma di collaborazione coi Quindici e con INCQUID. Qui di seguito, alcune importanti specifiche sul funzionamento e la storia di questa antiChernobyl umanistica.
Reading Moresco Report
 Dunque, un centinaio di persone hanno assistito al reading dai Canti del caos - Seconda parte, tenutosi lunedì 19 al Teatro Franco Parenti di Milano. Sono in effetti giunti anche alcuni Miserabili Lettori che si sono conosciuti tra loro. La sala era piena per tre quarti e teneva 160 posti: quindi davvero si trattava di un centinaio di lettori, passati presenti futuri, di Moresco. Grazie a coloro che sono venuti. E' stata una serata molto bella, almeno a me è sembrata molto bella. Non tanto le letture degli scrittori e intellettuali (Centovalli, Janeczek, Maderna, lo stesso Moresco, Voltolini e io), quanto le incredibili performance degli attori: l'impressionante lettura disincarnata di Federica Fracassi, presente in sala solo via audio e impegnata a dare voci ai piccoli feti che navigano nel cielo strappati agli uteri dal vento, e l'incredibile magnetismo di Marco Baliani, scrittore regista attore de Il corpo di Stato, il quale ha interpretato la superscena in cui il nuovo Papa, Elvis II, scioglie la Chiesa. Non so: io voglio molto bene a Moresco e a coloro che sono intervenuti, ma mi pare oggettivo che da tanto, a Milano, non si assistesse a un reading del genere: non pretenzioso, semplice, fatto di letteratura allo stato quintessenziale. Per questo sono felicissimo e, ancora, ringrazio tutti coloro che sono venuti.

Parte Macchianera, l'hyperblog
Sotto l'egida di Gianluca Neri, il quale su GNUeconomy ha dato un addio esilarante e commosso a chi è esilarante ma non commuoverebbe nemmeno Madre Teresa, è partita la nuova impresa: Macchianera. Sembra una variazione formale e invece si tratta di una rivoluzione sostanziale: Macchianera non fa parte di alcun network, è pura cristallina libertà in Rete, lì si ghigna e ci si scazza e si pensa come ma anche più di prima. Ora resta da attendere la risposta alla domanda che Proserpina si è inauguralmente fatta: cosa uscirà dal cilindro magico che Gianluca non ha sulla bensì dentro la testa? Ai poster, l'ardua sentenza: e non sapete quanto questa non sia una battuta...
Carmilla 2.0: Evangelisti intervista Palahniuk
 E' partita la fase 2.0 di Carmilla, il sito della rivista diretta da Valerio Evangelisti. E' un successo inaspettato per Carmilla on line: la banda esorbitata, diecimila lettori unici in una settimana, articoli che fanno il giro di tutta la Rete italiana, novecento iscritti in newsletter in un anno di attività, Bruce Sterling che dall'America si complimenta. Grafica parzialmente rinnovata, novità, aree tematiche refreshate (con l'introduzione di una sezione di controinformazione), e un nuovo servizio automatizzato di newsletter (i vecchi iscritti, ahimè, dovranno reiscriversi) vanno a rimodellare solo formalmente la medesima sostanza: letteratura, immaginario e cultura di opposizione. Sostanza bene emblematizzata dall'articolo che inaugura questa nuova fase: Valerio Evangelisti intervista Chuck Palahniuk...
No Fnac, sì Feltrinelli
Parlo da consumatore e parlo da intellettuale. E dico no alla FNAC e sì a Feltrinelli. Nel senso: d'ora in poi io boicotto culturalmente e mercantilisticamente FNAC. Non presenzierò mai a un evento culturale organizzato da FNAC. Non acquisterò mai alcun prodotto venduto in hard discount FNAC. Non parteciperò mai ad alcuna iniziativa FNAC. Non è una gran perdita per FNAC, ovviamente. Invece sponsorizzerò, per quanto posso, qualunque evento Feltrinelli e comprerò libri cd e dvd soltanto in Feltrinelli. Non è una scelta no-global. Non è questione di brand, ma di sostanza. Per meriti interni, Feltrinelli ha raggiunto un regime di quasi monopolio nella distribuzione libraria e, per me, è una forma ulteriore dell'anticultura economicista. Ma, davvero, il punto non è questo. Poiché io sono un tipo pratico, mi interesso al qui e all'adesso. E, qui e adesso, dove sono, cioè ora a Milano, io devo ringraziare chi organizza gli eventi culturali in Feltrinelli: costoro stanno tenendo in piedi la cultura a Milano, in un momento di disprezzo e disinteresse che mai Milano, a mia memoria, aveva vissuto. Alla FNAC, accade il contrario. Accade che si presenti Nuovi Argomenti, che Enzo Siciliano parli di Gadda alle prese con l'automassacro su Eros e Priapo, di Moravia che stende il questionario politico, dell'attività intellettuale di Trevi e Colasanti - e accade che lo faccia con un'eleganza e una sapienza ormai rare e, per questo, preziosissime. Accade che in platea ci siano poeti, saggisti, romanzieri di ogni età, che hanno fatto e stanno facendo la letteratura italiana. E accade che alla FNAC si continui impunemente a coprire con ogni sorta di rumore di fondo, con volgarità fonica e irrisione implicita, parole che vengono pronunciate da una memoria storica. Accade che la coerenza degli eventi organizzati alla FNAC faccia ridere me e sorridere le cassiere. Da Feltrinelli non accade. Da Feltrinelli accade di sentire Valerio Evangelisti parlare di un fumetto di fronte a una folla. Da Feltrinelli accade che Palahniuk sia assediato da gente che ama i suoi libri. Accade che si faccia la fila fuori per sentire le parole calde e profonde di Luisito Bianchi. Da FNAC uno si sente come un panda cinese o un'estensione del suo portafoglio. Per questo e per altri motivi, io non consumerò mai più FNAC, ma solo Feltrinelli. Sul piano prettamente editoriale, quindi, io non parlerò mai di Addictions né acquisterò alcuno dei suoi prossimi prodotti. Piuttosto darò i miei soldi ad altri piccoli e neonati editori di cui tratterò prestissimo.

Gaeta: 'Proletario nella storia'
da Comedit 2000
Scrivere di se stessi non è facile. Si rischia l’enfasi, l’egocentrismo, la banalità. Lo scritto autobiografico di Giuseppe Gaeta, grazie ad uno stile asciutto, quasi cronachistico non corre questi pericoli. Anzi, la storia personale a volte sembra un pretesto per descrivere un pezzo di storia, quella del fascismo e dell’antifascismo, delle carceri e dei detenuti politici, delle “vacanze” al confino a cui il regime di Mussolini inviava gli oppositori. E poi della ricostruzione di un paese attraverso l’orgogliosa affermazione dei propri diritti da parte dei lavoratori e dei contadini. Soprattutto la storia di un comunista, simile a quella di tanti altri comunisti, che Gaeta condensa in una frase rivolta, a Mantova dopo la liberazione, a Umberto di Savoia: “la differenza fra noi due è che mentre lei prima era dalla parte del fascismo io sono appena uscito dalla galera”. La dignità di un uomo, di un militante che conosce il compromesso della politica, ma sa anche quando dire no...
Intervista audio a Luisito Bianchi
 Il prode Giuseppe Iannozzi segnala un'intervista audio a don Luisito Bianchi, l'autore del memorabile La messa dell'uomo disarmato, uno dei romanzi italiani più importanti degli ultimi anni, pubblicato da Sironi. Consiglio vivamente a chiunque di ascoltare la voce pastosa, calma, secolare di don Bianchi: si dicono cose molto importanti. L'intervista è stata condotta nel corso di Farenheit, la straordinaria trasmissione di cultura che Sinibaldi conduce su Radio3. Per ascoltare la voce di Luisito Bianchi (e anche di Giulio Mozzi, che è direttore editoriale di Sironi) basta cliccare qui.
BlackMailMag: Ciaruffoli su Kubrick
Segnalo il bellissimo speciale (strapieno di link assai golosi) che i geniacci di BlacMailMag hanno dedicato alla monografia sul Kubrick di Eyes Wide Shut, a firma di Simone Ciaruffoli (edizioni falsopiano, 10 euro). Ciaruffoli, che ha collaborato anche alla defunta Società delle Menti è una mente prensile che approccia il cinema come fatto di letteratura. Esiste, nella sua prosa adrenalinica, un'impressionante capacità d'intercettazione delle strutture retoriche che definiscono la letteratura quale ring molto più ampio di quanto si intende correntemente per letteratura. Tra l'altro, Eyes Wide Shut è uno dei nuclei ossessivi (intendo ossessioni mie) che vorrei riproporre in questi giorni nell'àmbito del work in progress del Nuovo Libro.
C'è una postilla in forma di scusa, qui, da aggiungere. Devo scusarmi con Ciaruffoli, l'ho mandato a quel paese via mail, nemmeno Iannozzi mi aveva stremato di mail come lui. Non prendertela, Simone. ;-)
'La banda Bellini' un anno dopo
Vorrei dire qualcosa sull'incredibile vicenda dell'assoluzione a Giulio Andreotti. E vorrei anche parlare di letteratura. Però taccio, perché mi è giunta in mail una mano d'aiuto: parlano di Andreotti e di letteratura quelli delle edizioni ShaKe.
Venerdi' 31 ottobre Andreotti e' stato assolto, e' iniziata la corsa
alla santificazione del Giulio. Un altro mistero d'Italia generato negli anni Settanta rimane sepolto. E dopo le mobilitazioni per il crocifisso, le lettere della Desdemone, il Fini migrante e i conti di Tremonti. A noi cosa resta?
Ci resta un'incapace opposizione che nemmeno ha il coraggio di sussurrare i
suoi dubbi, che abdica indecorosa, che non riesce nemmeno a percepire il
ribrezzo di un terzo di italioti - beoti - i quali non osano scacciare una
volta per tutte, a furor di cortei, i Segio, i D'Alema, il "Riformista".
Il libro di Marco Philopat, La banda Bellini, tentava di far luce, almeno dal punta di vista
di alcuni ragazzi di strada, nei tanti tunnel e labirinti storici che quel
decennio si porta con se'. E' passato esattamente un anno dall'uscita e
abbiamo il piacere di invitarvi, il prossimo lunedi' sera al quartiere
Casoretto, in occasione di una festa/presentazione al Tempio D'Oro di via delle Leghe 23, a Milano.
Pubblicità progresso: Marsilio Black
Da PPP a PP: qui si pubblicizza Marsilio Black, la collana nera e hardboiled diretta da Jacopo De Michelis. Non c'è soltanto una collana: c'è anche un blog, che mi sono scordato di linkare - lo farò al più presto. Pubblicizzare una collana noir, dopo quanto scritto contro il genere nero, parrebbe paradossale. Non lo è per motivi che lo stesso JDM ha perfettamente enunciato qui. Riproduco un intervento di Jacopo sul noir e il manifesto programmatico che guida le scelte della collana che ha editato lo straordinario Andrew Masterson.
Ma chi è quello lì?
Siccome ricevo due mail al giorno che mi chiedono chi diavolo sia l'ometto fumettoso accanto alla testata de i Miserabili; e siccome oggi a pranzo anche Moresco me lo domandava; e siccome mi fa tanto piacere ricordarlo - fornisco un'oziosa spiegazione per levarmi uno sfizio. Quell'ometto lì, macrocefalico, che sembra uscito da una caricatura ottocentesca, è proprio tutto ciò: un ometto macrocefalico in una caricatura ottocentesca. E', infatti, Victor Hugo, in una stampa satirica d'epoca, la cui versione originale è a colori. Il giovane Hugo è assiso su Parigi, pensoso, e stringe nella mano una penna d'oca. Ovviamente, anche il nome di questa e-zine viene mutuato dall'opera hugoliana, anche se significa altro rispetto ai Miserabili di Hugo. Quindi, significa proprio i Miserabili di Hugo.
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